Итальянский язык «l’arte lirica». Хрестоматия по чтению специальных текстов для студентов 1-2-го курсов направления 070100 «Музыкальное искусство», сп
.pdfAd accompagnarlo al pianoforte alla prima audizione fu Tilde de Rensis che nel 1937 divenne sua moglie. Dal matrimonio nacque un'unica figlia, Cecilia, che si occupa dell'"Associazione Tito Gobbi", un sito per onorare la memoria del grande baritono scomparso.
La prima esperienza per Tito Gobbi su un palcoscenico fu nel 1935, ha interpretato il Conte Rodolfo in “ La sonnambula” di Vincenzo Bellini. Successivamente vinse il Concorso Internazionale di Canto a Vienna, a cui seguì il primo dei suoi 26 film, e una borsa di studio al Teatro alla Scala di Milano.
Nel 1937 debuttò a Roma. Preparò molti ruoli, fra cui alcuni furono stati fondamentali per la sua carriera, come Scarpia (Tosca). Nel 1942, sempre alla Scala, fu protagonista della prima italiana del “Wozzeck” di Alban Berg ² (nel ruolo del titolo), uno dei suoi capolavori, che in seguito canterà ancora a Napoli e a Vienna, alla Scala; la sua ultima recita di “Wozzeck” sarà registrata per la Radio Italiana a Roma nel 1954.
Fra qualchi anni, il suo repertorio cominciò a diventare molto vasto, fino ebbe 110 ruoli in 136 opere liriche di epoche diverse, da Claudio Monteverdi ai contemporanei, poi anche i personaggi di Verdi e dei compositori veristi (i suoi cavalli di battaglia), sia in teatri italiani sia in quelli esteri. Nel 1947 tornerà alla Scala per cantare “La dannazione di Faust “di Hector Berlioz in lingua italiana. Sempre nello stesso anno, con Rigoletto a Stoccolma cominciò la grande carriera internazionale, che lo portò in tutto il mondo.Cantò molte recite di “ Tosca “, due in studio e molte dal vivo.La sua voce divenne, verso gli anni '50, più sicura e potente.
Il suo repertorio comprendeva anche la musica barocca, e canzoni napoletane. Cantò poi musica del classicismo. Si presentò al Teatro dell'Opera di Roma per cantare i suoi ruoli celebri. Da giovane, Tito Gobbi, fu anche Figaro in“ Le nozze di Figaro”
Ma il ruolo da lui più frequentato è stato quello del Barone Scarpia (circa 900 recite) nella “Tosca” di Giacomo Puccini.
Ma oltre che Scarpia, fu molto acclamato dal pubblico come Rigoletto nel “Rigoletto” di Verdi (più di 400 recite). Poiché, fin da ragazzo, fu appassionato di quest'opera, ma il vero debutto da protagonista fu a Pisa nel 1945, dove ottenne un grandissimo successo.
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Un altro ruolo che lo ha reso famoso è Jago nell'Otello di Verdi (circa 500 recite). Questi tre ruoli furono i più grandi cavalli di battaglia di Tito Gobbi, e di essi fu considerato da molti il massimo interprete-cantante.
Tito Gobbi è stato apprezzato e amato in tutto il mondo: una straordinaria personalità di interprete gli faceva mette sempre la voce al servizio della musica e del teatro, lo rendò uno dei più famosi e grandi baritoni della storia dell'opera, vero "cantante-attore" come Verdi comanda. Egli lavorò duramente per avere il successo che poi ottenne dalla maggior parte del pubblico mondiale, e continuò a lungo la sua carriera (come pochi).
Come tutti i grandi cantanti ha suscitato lodi, entusiasmi, simpatie e critiche, non solo dalla maggior parte del pubblico italiano, ma anche (e soprattutto) dal pubblico di Chicago e di Londra, dove è ricordato come il più grande interpretante di Scarpia della storia. Il suo canto duttile cercava sempre il "colore" o, meglio, la gamma di colori propri di quel personaggio: niente era mai lasciato al caso, le sue interpretazioni si adattavano all'insieme e si evolvevano con la sua maturazione umana e culturale. Tutto questo spiega la rara abilità nel dare vita a personaggi brillanti, così come drammatici, nel bene e nel male: da Figaro a Jago, da Scarpia a Simone, ecc.
Il suo ultimo ruolo in teatro è stato il Narratore in “ Le Villi ” di Puccini nel 1979, (incisione che ha vinto il Grammy Award³). Il suo ultimo debutto in quanto alla regia è stato di “Ernani”, a Napoli nel 1982. Scrisse anche due libri: “ My life “ (1979) ("La mia vita", 1985) e Tito Gobbi “ La sua vita nella opera italiana” (1984). Fra i suoi hobby, il disegno e la pittura, coi soggetti e le tecniche più vari: unendo questa abilità a un fine senso dell'umorismo, faceva anche divertenti caricature; amava la cucina, le automobili e gli animali: fra i suoi "animaletti da compagnia" ci fu anche un leone.
1Terme di Caracalla – Термы Каракаллы (постройка 235 г. н. э.), национальная галерея античного искусства, где проходят оперные спектакли.
2Alan Berg – австрийский композитор XX века, автор оперы «Воцек».
3Grammy Award – музыкальная премия Американской академии звукозаписи (вручается ежегодно).
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L’ARTE LIRICA SOVIETICHA E RUSSA
Fedor Ivanovic Saljapin
(1873–1938)
Fedor Ivanovic Saljapin fu un grande artista lirico e la più potente voce di basso. Nessun cantante del suo tempo seppe come lui entrare nello spirito del personaggio che interpretava, perché nessuno lo studiò con maggiore penetrazione e maggiore tenacia.Saljapin nacque il primo febbraio 1873 a Kazan nella famiglia di un piccolo impiegato (uno scrivano). Già da bambino Fedor ebbe una bellissima voce bianca, amava ascoltare le canzoni popolari russe, cantava spesso con la madre. Studiava diversi mestieri e fu apprendista calzolaio,legatore dei libri, tornitore, ecc.
A dodici anni si appassiono al teatro e fu comparsa nella compagnia operistica che era in tournée a Kazan'. Nel 1890, a diciassette anni, senza un regolare studio vocale, divenne corista nella compagnia di Semenov-Samarskij a Ufa. Nel dicembre dello stesso anno esordì nella parte di Stol' nik nell'opera "Halka" di Moniuszko. Dal 1891 girò con la compagnia teatrale ucraina per le città della Russia. Nel 1829 giunse a Tbilisi, dove ebbe per un tempo a maestro di canto D. A. Usatov, cantante lirico. Proprio in quella città cominciò la sua carriera operistica. F. Saljapin fu scritturato al teatro lirico statale di Tbilisi, e il 28 settembre 1893 vi esordì nella parte di Ramfis nell' "Aida" di Verdi.
Durante la stagione del 1893–18994 vi cantò le parti di Mefistofele "(Faust" di Gounod), mugnaio ("Undina" di Dargomyzskij), Gremin ("Eugenio Oneghin" di Cajkovskij), Tonio ("I pagliacci" di Leoncavallo) e altre.
Nel 1895 F. Saljapin esordì nel Teatro lirico Mariinskij a Pietroburgo nelle vesti di Mefistofele. Ma il successo più grande venne nel 1896, quando si esibì al teatro lirico privato di S. G. Mamontov a Mosca, dove cantò tre anni e creo delle immagini salienti nelle opere russe.
L'atmosfera del Teatro lirico di Mamontov favoriva lo sviluppo del talento di Saljapin. In quel teatro vi lavoravano i pittori Polenov, Vasnecov, Vrubel', Korovin e il giovane S. V. Rachmaninov vi cominciava a svolgere l'attivita di direttore d'orchestra.
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F. Saljapin preparò con S. Rachmaninov alcune parti, fra le quali Boris Godunov e Mefistofele (dal "Mefistofele" di A. Boito).
Studiando la parte del Boris dal punto di vista musicale, egli volle conoscerne i caratteri storici. Aveva letto Puskin e Karamzin, ma non gli bastava. Per mezzo di amici fece la conoscenza di V.I.Klucevski, uno dei più grandi storici russi che abitava a Jaroslavl’ e lo pregò di parlargli di Boris Godunov.
Entusiasta del Boris Godunov, Saljapin non si fermò allo studio della sua parte, ma imparò tutta l’opera dal principio alla fine. Si accorse, poi, quanto fosse utile la conoscenza delle opera per interno. Osservò anche che quasi nessuna parte gli si rivelava tutta da principio.
Nella stessa parte Saljapin esordì al Teatro Bolšoj con sucesse enorme il 24 settembre 1899 e nel 1901 alla Scala di Milano si esibì trionfalmente pure nella parte di Mefistifele a fianco di Caruso (Faust). Le tournées successive di Saljapin a Roma, Berlino, Parigi, Londra ecc. negli anni 1904– 1914, affermarano la fama mondiale del cantante russo.
Saljapin fu il cantante più popolare del tempo, celebre esponente della scuola vocale russa; possedeva una bellissima voce di basso cantante, con una estensione enorme, da una straordinaria flessibilità, intensità d’espressione e bellezza di timbro.Alla potenza eccenzionale della sue voce di estensione insolita Saljapin univa grandi doti sceniche, la sua capacità di immedesimarsi con il personaggio. Diceva del suo lavoro al teatro: “ Ho vissuto im molteplici vite. Sono morto più volte sulla scena risorgere sempre in nuovi personaggi”.
F. Saljapin aveva nel suo repertorio quasi 70 parti. Le immagini create da Saljapin sono impareggiabili per la loro verità storica e artistica. Fra la sue interpretazioni migliori sono: il leggendario Boris Godunov e Ivan il Terribile, Salieri, Demonio, Mefistofele, Don Basilio, Don Quichote, Leporello, Filippo II e altri, ma la le creazioni più famose erano;è imaggino di Boris Godunov e di Mefistofele.
Leonid Vital'evic Sobinov
(1872–1934)
L'arte di canto di Leonid Sobinov, come quella di Fedor Saljapin era legata strettamente all'arte drammatica: Sobinov diede una nuova
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interpretazione di molte opere classiche. L'immagine di Lenskij, creata da Sobinov, diventò un modello clasico per i giovani cantanti russi.
Leonid Vital'evic Sobinov nacque nel 1872 a Jaroslavl', nella famiglia di un commesso. Nella sua famiglia cantavano tutti: nonno, padre, fratello minore e fratello maggiore. L. Sobinov si appassionava al canto fino dall'infanzia, la sua voce suscitava rammirazione di tutti. Nel 1890 Sobinov si iscrisse alla facoltà di giurisprudenza nell'Università di Mosca. Studiando all'Universita, cantava anche nel coro degli studenti. Quando faceva il terzo anno di studi, fu ammesso nel Liceo musicale e drammatico della Societa Filarmonica di Mosca, dove studio canto.
Si laureò in legge nel 1894 e l'anno seguente cominciò a lavorare, fece l'avvocato fino al 1898. Terminati gli studi al Liceo Filarmonico di Mosca nel 1897, esordì sul palcoscenico del Teatro Bolsoj nella parte di Sinodal dall 'opera "Demon" di Rubinstein con successo trionfale.
Dalle prime stagioni L. Sobinov cantò al Bolsoj le parti principali dal repertorio di tenore lirico, fra cui Lenskij, Faust (opera omonima di Gounod), duca ("Rigoletto" di Verdi), Nadir ("Cacciatori delle perle" di Bizet), "Werther" (opera omonima di Massenet), Romeo ("Romeo e Giulietta" di Gounod), Vladimir Igorevic ("Il principe Igor" di Borodin), Alfredo ("La Traviata" di Verdi), ecc. Le esibizioni di L. Sobinov nei più importanti teatri d'Europa (1904–1911) gli portarono la fama mondiale. Nel 1904–1906 cantò con trionfo alla Scala le parti di Ernesto, Alfredo, Fra Diavolo e Des Grieux. I critici italiani ammiravano la bellissima voce di Sobinov, la sua tecnica, la sua perfetta pronuncia italiana. Il debutto alla Scala avvenne il 21 dicembre 1904 nella parte di Ernesto nel "Don Pasquale" di Donizetti. Il "Corriere della sera" ne scriveva il 22.XII.1904: "... Eccellente il tenore Sobinoff che cantava ieri sera per la prima volta in un teatro italiano. È un bel giovane assai colto che canta con una grazia, una dolcezza e una facilita che gli cattivarono fin dalla prima sua scena tutto il favore del pubblico. La sua voce è di un timbro purissimo, uguale ed insinuante: una voce rara e preziosa e che egli modula e governa con arte perfetta, con intelligenza e con gusto". La comparsa di L. Sobinov alla Scala nella parte di Alfredo nella "Traviata" venne così descritta nella "Rassegna melodrammatica lirica" il 31 gennaio 1906: "Il Sobinoff eseguì la parte di Alfredo, tenore elegante, cantante squisitissimo... Egli ebbe un successo sincero, spontaneo fin dal primo atto... Alla magía del canto, alla
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maestría di attore, Sobinoff unisce il dono naturale di una figura splendida”. Dopo la Rivoluzione d'Ottobre 1917 oltre alle esibizioni negli spettacoli al Teatro Bolsoj, L. V. Sobinov svolse una grande attività pubblica. Negli anni 1917–1918 e nel 1921 fu eletto dalla compagnía del Teatro il primo direttore del Bolsoj, nel periodo complesso L. Sobinov rimase in carica, cercando di consolidare lo spirito creativo e la disciplina della compagnía. Il suo lavoro fu apprezzato altamente da A. V. Lunacarskij. (Nei 1923 a L. Sobinov fu conferito il titolo di artista del popolo della R.S.F.STR. Più tardi L. V. Sobinov fu direttore artistico dello Studio d'opera di K. S. Stanislavskij (1934), consultando la messa in scena delle opere "Don Pasquale" e "Carmen".
Si spense a Mosca nel 1934. Il Conservatorio di Saratov e il liceo musicale di Jaroslavl' portano il suo nome. L. V. Sobinov fu il più grande rappresentante della scuola vocale classica russa. Una voce incantevole, dal timbro brillante, inconfondibile, musicalità e grandi doti sceniche, grazia e figura attraente, tutto si univa armonicamente in questo cantante. Uomo di grande cultura, L. V. Sobinov cantava di solito in lingua del pease, dove si esibiva. Parlava benissimo italiano, studiava il tedesco e l'ucraino. Interpretava in una maniera innovatrice molte parti, fra le quali in primo luogo quella di Lenskij, cui Sobinov conferì un grande fascino della poesia puskiniana. L. V. Sobinov fu anche un famoso interprete delle romanze di M. Glinka, P. Cajkovskij, S. Rachmaninov.
Elena Obrastzova
In Italia hanno notato il suo timbro appassionato e la sua tecnica eccezionale. In Spagna hanno scritto che nella sua interpretazione il personaggio operistico incomincia a vibrare di vita propria, affascinando il partner e il pubblico.
Elena Obrastzova, premio Lenin, artista del popolo dell'URSS, e una delle cantanti dal più brillante ingegno dei nostri tempi. Per definire le cause del successo che ha accompagnato ogni sua apparizione sul palcoscenico, si può trovare tre parole: talento, professionalità, lavoro. Il talento si manifestò molto presto. I suoi genitori non erano musicisti di professione (intellettuali di professione tecnica), pero il padre suonava il violino e cantava. Elena cominciò a cantare dall'infanzia e fu ammessa al Conservatorio di Leningrado.
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Il primo successo venne prestissimo: al terzo anno di Conservatorio nel 1962 vinse la medaglia d'oro al concorso internazionale di canto a Helsinki. Lo stesso anno Elena ricevette la sua seconda medaglia d'oro al concorso nazionale "Glinka". Nel settembre del 1963 Obrastzova fu invitata per una audizione al Bolscioj. La sala si riempi di pubblico: solisti del teatro, direttori d'orchestra e registi, coristi, musicisti erano venuti per ascoltare la studentessa di Leningrado. Elena scelse una scena dell'"Aida" (la parte di Amneris). Attacco, e nell'aria risuono una voce di rara bellezza. Per trasmettere le sfumature del personaggio verdiano, Elena non ricorse a nessun effetto scenico, affidandosi interamente all'intonazione, al timbro e al carattere del suono. Quella studentessa cantava come un'artista di professione. L'audizione fu coronata dagli applausi di tutti i presenti, compresi i professori d'orchestra, critici più severi. "Ammessa!" In questa parola c'era felicità, gioia, ma anche ansia. Inizio la sua prima stagione teatrale durante il suo ultimo anno di studio. Per sopportare la tensione delle lezioni a Leningrado e gli spettacoli a Mosca, il solo talento non poteva bastare: ci voleva volonta e capacità di lavoro.
Dopo il Conservatorio ricevette la medaglia d'oro al Concorso internazionale "Ciajkovskij", il Gran Prix e la medaglia d'oro al concorso di canto a Barcellona, "la Penna d'oro" della critica per I'interpretazione della parte di Amneris al Festival lirico internazionale a Wiesbaden (RFT) e infine la medaglia d'oro del Premio di stato" e del Premio Lenin. La gloria non ha cambiato la cantante che diveniva sempre piu esigente a se stessa.
La Obrastzova esegue splendidamente il repertorio lirico russo. Elena Obrastzova si esibisce spesso negli spettacoli di teatri stranieri.
Dei suoi personaggi ella parla come di donne vere e vive. Esse vivono nella musica e nel canto, e Obrastzova ne sa ritrovare in ogni parte lo stato emotivo più caratteristico. Nel repertorio di Obrastzova Carmen ha occupato un posto speciale, la sua Carmen e sempre di versa. "A seconda degli spettacoli, – dice poi la Obrastzova, – la mia eroina vive, ama e soffre in modi diversi, perché ogni volta accanto a lei vi sono diversi Josè, Escamiglio, Michaelle".
Ogni personaggio è per Elena Obrastzova una persona viva con tutte le passioni che la agitano.
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Anna Netrebko
Anna Netrebko inizia a lavorare pulendo i pavimenti del Teatro Mariinskij (allora Opera Kirov) di San Pietroburgo per pagarsi gli studi di canto. La sua carriera iniziò quando venne notata dal direttore Valery Gergiev, che divenne il suo mentore. Sotto la sua guida, fece il suo debutto nel ruolo di Susanna in Le nozze di Figaro nel 1994. La sua ascesa vera e propria iniziò l'anno successivo, quando la Compagnia del Teatro fece una tournée a San Francisco. La sua interpretazione di Lyudmila in Ruslan e Lyudmila di Michail Ivanovič Glinka ottenne ottime critiche.
Da allora, ha interpretato numerosi ruoli, tra cui Donna Anna nel Don Giovanni di Mozart, Adina in “ L'elisir d'amore “ e Lucia nella “ Lucia di Lammermoor “ di Donizetti, Gilda in “ Rigoletto “ di Verdi, e cantato nei maggiori teatri del mondo, come il Metropolitan, la Royal Opera House Covent Garden, l'Opéra di Parigi e il Festival di Salisburgo¹.
La stampa e la televisione iniziano a creare l'immagine di "diva" che mancava al mondo della lirica dai tempi di Anna Moffo². Nel 2003 la Netrebko pubblica il suo primo album di studio “ Opera Arias “, uno dei maggiori successi commerciali nel settore della musica classica. Il secondo album, “ Sempre libera “, esce nel 2004. Data la sua avvenenza, anche il cinema inizia a corteggiarla.
Nel 2005 interpreta Giulietta in Romeo e Giulietta di Charles Gounod nello stesso anno, riscuote uno strepitoso successo di pubblico e di critica nel ruolo di Violetta Valéry in “ La traviata “ di Verdi al Festival di Salisburgo.
Nel 2005 ha ricevuto il Premio di Stato russo – massimo riconoscimento del paese nel campo delle arti e letteratura – dal Presidente Vladimir Putin.
Nel marzo 2006 ha chiesto la cittadinanza austriaca, che le è stata concessa il 25 luglio
2006. Questo le ha attirato varie critiche dalla Russia. Nello stesso anno è uscito il terzo album della cantante, The Russian Album, in cui è accompagnata dall'orchestra del Teatro
Mariinskij diretta da Valery Gergiev: in Germania il disco è entrato nella Top 10 della classifica degli album pop più venduti. Nel marzo 2007 è uscito “ Duets ”, assieme a Rolando Villazón³.
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Sempre nel 2007, è entrata a far parte della lista TIME 100 diventando così la prima cantante d’opera in assoluto ad essere nominata tra le persone più influenti al mondo.
Nel 2008 ha duettato con Andrea Bocelli, nella trasmissione televisiva della BBC dei Classical BRIT Awards (4), nella celebre aria della Traviata “ Libiamo ne' lieti calici “.
Nello stesso anno le è stato conferito dal Presidente russo il titolo di “Artista del Popolo della Russia”.
A novembre ha lanciato il suo quarto album di studio” Souvenirs “ una raccolta di arie d'operetta.
Dopo una pausa di cinque mesi dovuta alla nascita – il 5 settembre 2008 a Vienna – del suo primo figlio, Tiago Aruã, avuto dal baritono uruguaiano Erwin Schrott, la Netrebko ha ripreso, nel gennaio del 2009, a calcare i palcoscenici più prestigiosi del mondo trionfando al Metropolitan Opera di New York e alla Staatsoper di Vienna nella “ Lucia di Lammermoor “.
È protagonista del film “ La Bohème “, colossal da cinque milioni di dollari diretto dal regista Robert Dornhelm.
La stagione 2009-2010 la vedrà impegnata, oltre che in una serie di concerti, nella “ Traviata “ alla Staatsoper di Vienna, alla San Francisco Opera e nel suo debutto con la Opernhaus di Zurigo. Farà ritorno alla Royal Opera House a Londra per Giulietta in “ I Capuleti e i Montecchi “ accanto al mezzosoprano Elina Garanča, canterà Mimì ne “ La Bohème “ alla Staatsoper di Monaco di Baviera, Adina in “ L'elisir d'amore “ all'Opèra di Parigi e Antonia in “ Les contes d’Hoffmann “ al Metropolitan di New York.
Impegnata fino al 2013, nessun teatro italiano in agenda, per le ragioni che lei stessa ha esposto in un'intervista risalente al 2005: «Ho cantato cinque anni fa alla Scala in "Guerra e Pace". In Italia ci sono due problemi: mi chiamano troppo tardi e mi offrono ruoli russi. Io sono proiettata verso il belcanto e il repertorio francese».
Si è appreso però, da dichiarazioni e rumors più o meno recenti, che per il 2011 è previsto il suo debutto vero e proprio al Teatro alla Scala di Milano, nella “ Lucia di Lammermoor “.
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1 Festival di Salisburgo – ежегодный летний музыкальный фестиваль в Австрии (г. Зальцбург).
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2Anna Moffo – итальянская певица, одна из лучших колоратурных сопрано своего поколения.
3Rolando Villazon – мексиканский тенор, входит в состав «трио теноров» (Каррерас, Доминго и Вилансон).
4Classical DRIT Awards – ежегодная церемония вручения музыкальных наград Великобритании в области классической музыки.
Evghenij Nesterenko
Evghenij Nesterenko, un basso famoso, solista del Teatro Bolscioj, premio Lenin, artista del popolo dell'URSS, possiede una voce bellissima, esatta per stile e espressività, dotato di una grande musicalità. È nato a Mosca nel 1938; dall'infanzia cantava e amava molto la musica. Dopo essersi laureato in ingegneria e diplomato nel Conservatorio di Leningrado, ha scelto la via del canto, studiando con il maestro Vassilij Lukanin. Ancora studente, fu già invitato a cantare al Teatro lirico "Maly" di Leningrado nell'opera "L'amore delle tre melarance" di Serghej Prokofiev. In quel teatro ha cantato anche le parti di Colline ("La Boheme"), Ferrando ("Il Trovatore"), il mugnaio ("Undina"), Korabliov ("Due capitani" di Sciantyr).
Nel 1967 ricevette il premio al concorso dei giovani cantanti a Sofia e fu invitato al Teatro d'opera e di balletto"Kirov" di Leningrado, dove in qualche anno di lavoro esegui una ventina di parti, fra le quali Konciak ("Il principe Igor"), Kociubei ("Mazeppa"), Gremin ("Evghenij Oneghin"), Don Basilio ("Il barbiere di Siviglia"), Raimondo ("Lucia di Lammermoor"), Mefistofele ("Faust").
Nel 1970 Nesterenko diventa vincitore al IV Concorso internazionale "Ciajkovskij" e solista del Teatro Bolscioj di Mosca, uno dei più famosi cantanti lirici in URSS e all'estero. "La sua straordinaria tecnica vocale ha fatto di lui il migliore interprete di Musorgskij", – scrive "l'Unita". Nesterenko ha cantato nei più grandi teatri del mondo, dal Bolscioj alla Scala, al Metropolitan. Le sue opere predilette, in cui ha riscosso molto successo, sono state: il "Don Carlos", il "Boris Godunov", "La Boheme", il "Mosè", "Oedipus Rex".
Nesterenko è molto stimato anche come interprete di musiche da camera; egli ha eseguito con gran successo la Suite per basso e pianoforte di
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