Итальянский язык «l’arte lirica». Хрестоматия по чтению специальных текстов для студентов 1-2-го курсов направления 070100 «Музыкальное искусство», сп
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d'amore" e Lucia nella "Lucia di Lammermoor" di Donizetti, Antonida nell'"Ivan Susanin" di Glinka, Micaela nella "Carmen" di Bizet, Margherita nel "Faust" di Gounod, Gilda nel "Rigoletto" e Mannetta nel "Falstaff" di Verdi, Butterfly in "Madame Buterfly" di Puccini, ecco l'elenco di gran lunga incompleto delle parti, interpretate dalla cantante. Renata Scotto oltre che bravissima cantante, è anche una magnifica attrice. Con la sua arte hanno fatto conoscenza gli amanti dell'opera di molti paesi d'Europa e d'America. Si è esibita a Mosca nel 1974 con il Teatro alla Scala nell'opera "Simon Boccanegra" di Verdi.
1“Wally” – опера итальянского композитора Альфредо Каталани по повести Мариетты фон Хиллерн «Коршун Валли» о любви гордой девушки по прозвищу Коршун и храброго охотника Хагенбаха (Мариетта фон Хиллерн – немецкая писательница XIX века).
2Renata Tebaldi – известная итальянская оперная певица XX века (сопрано).
3Festival di Edinburgo – фестиваль музыкального и драматического искусства.
Katia Ricciarelli (1947), soprano, ha vinto i concorsi di canto: “ Voci nuove “ a Parma, “ Nuove voci verdiane “ in TV e altri ancora. E ammirata nelle mezze voci e nelle note filate (cioè nel bel canto della Callas). IL repertorio della Ricciarelli comprende una quindicina di opere; si orienta su Verdi, Donizetti, Bellini. La sua maestra di canto era Iris Adami Corradetti celebro maestro di canto che aveva cantato alla Scala dodici anni di seguito. Katia si presentò alla signora Corradetti, avendo solo quattordici anni, con i tacchi a spillo, per sembrare più adulta. – Torna, quando avrai diciotto, – le disse la signora Corradetti.
Katia abitava a Rovigo con la mamma e la sorella. Le servivano soldi per andare a studiare al Conservatorio di Venezia, e allora andò a fare la commessa. Finalmente, i diciotto anni, gli esami al Conservatorio. E fu ammessa! E Katia andò ad abitare a Venezia, ma lo studio e l'affetto per la maestra non le bastavano.
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Venezia non è una città per chi e solo. E allora la mamma lasciò Rovigo e andò a vivere con lei a Venezia. Nel 1974 avendo 26 anni Katia Ricciarelli è venuta a Mosca (con la Scala), ed ha cantato con successo nella "Messa da requiem" di Verdi nella Sala Grande del Colservatorio. La celebre cantante Mafalda Favero disse di lei: "Ormai non è più una promessa, e una rivelazione".
1Iris Adami Corradetti – профессор Венецианской консерватории.
2Rovigo – город в Италии.
Fiorenza Cossotto, celebre mezzosoprano, è nata vicino a Vercelli nel 1935. Ha studiato al Conservatorio di Torino e dopo una serie di vittorie in concorsi di canto fu invitata alla Scala nel 1956. Esordì alla Scala il 26 gennaio 1957, prendendo parte alla prima dei "Dialoghi delle Carmelitane" di Poulenc; poi seguì una lunga serie di ruoli. Si affermata poi in campo internazionale, cantando nella "Medea" accanto alla Callas al Covent Garden di Londra¹ (1959). Rapidamente attirò su di sé l'attenzione come splendida interprete di parti dal repertorio classico e moderno, nelle opere: "Orfeo" di Monteverdi, "La sposa venduta" di Smetana, "Ivan Susanin" di Glinka, "Manon Lescaut" di Massenet², "L'angelo di fuoco" di Prokof'ev. Grande fama acquistò la cantante nel 1962, dopo l'in-terpretazione del ruolo principale nella "Favorita" di Donizetti, della parte di Azucena nel "Trovatore", di Amneris nell"Aida", di Eboli nel “ Don Carlos di Verdi “ Fiorenza Cossotto ha fatto tournées in molti teatri europei, fu inclusa nel gruppo della Scala al Festival di Edinburgo; è stata a Mosca in tournée con la Scala, dove ha eseguito la parte di Rosina nel "Barbiere di Siviglia" di Rossini. Fiorenza Cossotto ha la voce di naturale bellezza di suono, timbricamente lucente e squillante, possiede la facilità di emissione, l'intensità del fraseggio, il vigore espressivo e l'abilità della tecnica vocale.
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1Covent Garden – оперный театр в Лондоне.
2J. Massenet – великий французский композитор XX века. Лучшие оперы
«Вертер», «Манон».
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Montserrat Caballé
Montserrat Caballé, il cui nome completo è Maria de Montserrat Viviana Concepción Caballé i Folc (Barcellona, 12 aprile 1933), è un soprano spagnolo. È la più famosa cantante lirica spagnola. La sua voce di soprano è universalmente ammirata per la purezza, il controllo dell'emissione (sono celebri i suoi filati), la potenza e la duttilità.Dopo aver studiato 12 anni presso il Conservatorio di Musica del Liceo di Barcellona, nel 1956 entrò nella compagnia dell'Opera di Basilea ¹, dove debuttò nel 1957 come Mimí ne” La Bohème “, in seguito interpretando numerose opera.
Specializzatasi in seguito nel repertorio italiano del primo Ottocento, nel 1962 fece ritorno a Barcellona, debuttando al Teatro del Liceu². Nel 1964 ha sposato il tenore Bernabé Martí dal quale ha avuto 2 figli: Bernabé Martí Jr. (1966) e Montserrat Martí, detta Monsita (1971).
La fortuna internazionale della Caballé iniziò nel 1965. Quando sostutui una attrice in “ Lucrezia Borgia” di G. Donizetti. La sua interpretazione destò sensazione. Lo stesso anno, debuttò al Festival di Glyndebourne³ e al Metropolitan. Il 2 agosto 1969 debuttò all'Arena di Verona 4 e il 24 febbraio 1970 al Teatro alla Scala. Nel 1972 lavorò alla Scala. Il suo repertorio operistico conta più di ottanta personaggi e spazia dall'Opera barocca a Verdi, Wagner, Puccini, Bellini e Richard Strauss.
Grande interprete di canzoni popolari spagnole, fece un'incursione nel Rock Opera nel 1988, registrando con Freddie Mercury 5 l'album intitolato “Barcelona”. La canzone omonimo diventò l'inno dei Giochi Olimpici del 1992.
Negli ultimi anni, si è dedicata a varie attività benefiche ed è ambasciatrice dell'UNESCO. Ha creato una fondazione in favore dei bambini bisognosi di Barcellona.
Nel 2004, accanto alla figlia Montserrat Martí, ha interpretato la Cleopatra di Massenet in forma di concerto, al Teatro Real di Madrid.
Nel 2007, a Vienna, è comparsa come attrice nella “ Figlia del reggimento “ di Donizetti, nel ruolo della Duchessa di Crackentropp.
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1Opera di Basilea – оперный театр в Италии (Венеция).
2Teatro di Liceu – оперный театр в Испании (г. Барселона).
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3Glydenbourne – Глайндборнский оперный фестиваль (Англия).
4Arena di Verona – римский амфитеатр, где проходит оперный фестиваль.
5Rock Opera – оперный театр в Бостоне (США).
6Freddi Mercury – американский рок-певец.
Renata Tebaldi
Renata Tebaldi, una delle più grandi artiste liriche, nacque a Pesaro il 1 febbraio 1922. In famiglia c'era una forte tradizione musicale: suo padre era professore di violoncello, la nonna aveva una bellissima voce; anche sua madre aveva una voce splendida, ma non aveva potuto studiare.
Renata Tebaldi studiò il pianoforte, ma avendo una voce di bellissimo timbro, decise di diventare cantante lirica e studio il canto al Conservatorio di Parma con il professore Ettore Campogalliani¹.
Progrediva, ma niente faceva pensare che sarebbe diventata un'artista famosa. Il cambiamento miracoloso avvenne in seguito a un incontro casuale: a Pesaro, mentre era in vacanze, fu presentata a Carmen Melis² che era una delle più grandi interpreti nelle opere di Puccini. La cantante si era entusiasmata della voce di Tebaldi e cominciò a studiare con lei; le insegnava la respirazione, le posizioni delle labbra, della gola, ecc. per evitare toni sgradevoli. In breve tempo il canto di Renata Tebaldi fu trasformato, ed essa si trasferì al Conservatorio di Pesaro per studiare sotto la guida di Carmen Melis.
Esordì a Rovigo nella parte di Elena nel "Mefistofele" con gran successo. La sua voce conquistò subito il pubblico: voce di bellissimo timbro, estensione illimitata, tecnica raffinata, temperamento incline al canto piano e calmo, fraseggio ricco di legature e portamenti, di smorzature delicatissime.
Nel 1945 Renata Tebaldi si trasferì a Milano; cantò in diverse città, interpretò la parte di Desdemona a Trieste.
Nella primavera 1946 era tornato a Milano il grande Toscanini, che ogni giorno ascoltava dei cantanti per la riapertura della Scala. Anche Renata Tebaldi ricevette l'invitò all'audizione davanti al grande maestro nel maggio 1946. Un giudizio di Toscanini, come dice la Tebaldi, era una laurea riconosciuta in tutto il mondo, una sua bocciatura era un fallimento, forse definitive Canto tutta la "Canzone del salice" e l’ "Ave Maria" dal terzo atto di "Otello" di Verdi, terminando con il famoso "la bemolle", pianissimo.
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Toscanini era contento, gli piacque il suo canto, e Renata Tebaldi fu inclusa nel cast del concerto per l'inaugurazione della Scala ricostruita.
Nel concerto Tebaldi cantò nella "Preghiera del Mosè" di Rossini è una piccola parte nel "Те Deum"di Verdi con grandissimo successo. Fu una serata indimenticabile.
La Scala era zeppa. C’era gente in piedi, per i corridoi, dappertutto. Quando entrò Toscanini, ci fu un applauso interminabile.
Da allora Renata Tebaldi svolse un'intensa attività operistica, con una predilezione per il repertorio verista: "Madame Butterfly" e "Manon" di Puccini, "Andrea Chenier" di Giordano, "Adriana Lecouvreur" di Cilea, ma cantò anche nelle opere la "Norma" di Bellini, e "Il Trovatore" di Verdi, nelle quali manifestò la profondità del sentimento e il canto purissimo. Ha eseguito anche "Aida" e "La Traviata", nonché "Guglielmo Tell" di Rossini.
Angelo Sguerzi (autore del libro sui cantanti italiani) dice che i due nomi Callas, Tebaldi raggiunsero una celebrità che, a trovarne di maggiori, dobbiamo riandare ai tempi di Caruso e di Scialiapin: non si poteva quasi tollerare una Norma che no si chiamasse Maria Callas, e il personaggio di Desdemona era indiscindibile dal nome di Renata Tebaldi.
La sua "Canzone del salice" e la "Ave Maria" documentano quale altezza abbia raggiunto la cantante nell'arte vocale.
1Ettore Campogalliani – известный итальянский педагог вокала XX века.
2Carmen Melis (1885–1967) – итальянская певица (сопрано), известна исполнением партий в операх веристского репертуара.
Tenori del Novecento
"Nel primo ventennio del Novecento si esibisce con successo trionfale il celebre Enrico Caruso non solo in Italia ma anche fuori.
Al tempo di Caruso erano nel pieno del loro fulgore Alessandro Bonci che univa ad una grazia insuperabile un'educazione da grande virtuoso; Fernando De Lucia, il grande interprete napoletano; Cesare Borgatti, famoso tenore wagneriano dalla dizione perfetta e voce sonora; Angelo Masini, perfettissimo tenore verdiano; G a y a r r e, il tenore lirico spinto con la voce dolcissima ed estesa nel registro acuto.
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Grazie a Verdi, Wagner e a Puccini la voce tenorile è divenuta la regina della scena lirica. Si pensi, ad esempio, ai tenori del Novecento quali Pertile, Schipa, Lauri-Volpi, Pavarotti, Domingo, Carreras nelle vesti di Rodolfo, Cavaradossi, Pinkerton o Des Grieux... In epoca della rinascita del bel canto nessuno nega che il fattore principale e la voce con le sue naturali potenze e con i suoi liberi squilli. Nel secondo Novecento è apparsa una plèiade di esecutori di alta classe. Basta indicare tali tenori diversi come Giuseppe Di Steiano e Mario Del Monaco; il primo più lirico « soave, il secondo più virile, ma ambedue con talento e temperamento originali.
Fra i tenori spiccano Franco Corelli, con la sua maniera drammatica di canto, Gianni Raimondi con gli acuti sorprendenti, Carlo Bergonzi con il suo gusto fine, Luciano Pavarotti, Placido Domingo con la tecnica perfetta e la voce piena di passione.
Enrico Caruso
Nacque in una povera famiglia (originaria di Piedimonte d'Alife oggi Piedimonte Matese, un piccolo centro dell'alto casertano). Il padre, Marcellino, era un operaio metalmeccanico e la madre, Anna Baldini, faceva la donna delle pulizie. Le prime arie d'opera e le prime nozioni di canto gli vennero insegnate dai maestri Schiardi e De Lutrio. Ma oltre a cantare nel coro della chiesa, Enrico fece qualche apparizione in spettacoli teatrali; la sua voce nel frattempo si era irrobustita e le piccole rappresentazioni cominciarono a non bastargli più. La sua fortuna iniziò quando il baritono Eduardo Missino sentendolo cantare.
Nel 1894 Caruso venne chiamato alle armi, ma dopo solo un mese e mezzo, grazie alle leggi in vigore a quel tempo e ad un maggiore che era amante della musica, venne congedato e mandato a casa per permettergli di continuare a cantare e a studiare. Dopo le lezioni con il maestro Vergine, Caruso si sentiva ormai pronto all'esordio, ma alle prove non venne accettato. Esordirà il 16 novembre 1894.
Iniziò così ad esibirsi nei teatri di Caserta, Napoli e Salerno e fece la sua prima esibizione. Nel 1897, a Salerno, Caruso conobbe il direttore d'orchestra Vincenzo Lombardi che gli propose di effettuare con lui la stagione estiva a Livorno; qui Caruso conobbe il soprano Ada Giacchetti, sposata e madre di un
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bambino. Con lei avrà una relazione che durerà undici anni e da cui nasceranno due figli: Rodolfo ed Enrico junior.
Nel 1898 Caruso esordisce al Teatro Lirico di Milano nel ruolo di Loris in “Fedora “; seguirono poi tournée in Russia, a Lisbona, Roma, Montecarlo e al Covent Garden di Londra dove interpretò il Rigoletto di Giuseppe Verdi; l'anno dopo sarà a Buenos Aires.
Nel 1900 Caruso cantò nuovamente alla Scala nella “Boheme” e nel 1901 a Napoli al Teatro San Carlo qui, durante l'interpretazione de “ L’Elesir d’amore “ ebbe la sua più grande delusione: la sua emozione e un'insicurezza malcelata non lo fecero cantare al meglio. Fortemente deluso dalla reazione dei suoi concittadini e dalle critiche che gli vennero rivolte, (centrate sul fatto se la sua voce fosse portata maggiormente al registro di baritono piuttosto che su quello di tenore), decise di partire e di non cantare mai più nella sua città natale.
A Milano incise il 11 aprile del 1902 dieci dischi con arie d'opera. Il cantante napoletano fu il primo a cimentarsi nella nuova technologia, fino ad allora snobbata da molti altri cantanti, e questo determinò il suo successo e quello della casa discografica. A novembre del 1903 è in America – e il suo esordio avvenne il 23 novembre con il Rigoletto. Ebbe un tale successo con le successive rappresentazioni tanto da diventare l'idolo dei melomani dell'epoca.
Nel 1909 incise una serie di ventidue canzoni napoletane che comprendevano anche “ Core ingrato “ che era una dei megliore canzoni. Sposata il 28 agosto del 1918 Dorothy Benjamin, ragazza di buona famiglia più giovane di lui di venti anni (dalla quale avrà una figlia, Gloria), Caruso iniziò verso il 1920 a soffrire d'insonnia. Venne operato il 30 dicembre al polmone sinistro. Il male lo fermò in una delle stanze dell'albergo Vesuvio a Napoli dove morì a soli 48 anni.
È sepolto a Napoli, in una cappella privata nel cimitero di Santa Maria del Pianto nel quartiere Doganella.
Caruso interpretò due film come protagonista, “ Il mio cugino”, “ Il romanzo splendido “.
Alessandro Bonci (1870–1940) è nato a Cesena (Romagna) da genitori poveri. Coll'aiuto di un mecenate egli entrò nel Liceo musicale di Pesaro, dove rimase quattro anni, poi cantò come primo tenore alla Cappella di Loreto. Così Bonci ha aspettato sette anni prima di presentarsi sulle scene, ed ha potuto
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studiare e imparare bene la musica. Le opere predilette del Bonci sono "La Traviata", "L'elisir d'amore" e "I Puritani". La sua voce argentea è come coperta di un leggerissimo velo, che la fa vellutata ed ha una intonazione inappuntabile. Una particolarità del Bonci sono le cadenze che egli sa variare ad ogni richiesta di bis. Si dedicò alle parti di tenore leggero, ottenendo successi grandiosi. Con trionfo si esibì in "Un ballo in maschera" di Verdi con quella risata argentina nel quintetto "Scherzo od e folia" a cui Verdi non aveva mai pensato. E infatti, Verdi scrisse una lettera al Bonci da Milano, il 21 maggio 1898: "Caro Bonci,nel mio vecchio "Ballo in maschera" che il pubblico fiorentino predilige, la vostra interpretazione mi è stata graditissima e mi ha fatto ridere, riandando al tempo lontano in cui lo scrissi. "E scherzo od è follía"... va detto quasi parlato e sfiorato col canto, e l'aggiunta della risata e una vostra unica privativa e specialità che Vi riconosco e che mi riconferma la vostra perizia..." II pubblico diceva allora: "Andiamo a sentire non "Un ballo in maschera", ma l'irresistibile risata di Bonci". Bonci morì a Viserba, il 9 agosto 1940.
Giacomo Lauri-Volpi (1894–1979), celebre tenore italiano, seguì per un breve periodo un corso di canto all'Accademia di S. Cecilia a Roma, tenuto da Antonio Cotogni, esordendo a Viterbo con "I Puritani" di V. Bellini. (Dopo trent'anni da quel debutto cantò ancora quest'opera, avendo a fianco la incomparabile Maria Callas.)
Interpretò il "Rigoletto" e canto a Roma nella "Manon" di Massenet, nel 1920. Due anni dopo, a Milano si esibì ancora in “ Rogoletto “ con la direzione di Arturo Toscanini.
Da Milano girò tutto il mondo, estendendo il suo repertorio, ma scegliendo sempre con accoratezza i suoi cavalli di battaglia compositori del primo Novecento pensarono a Lauri-Volpi come interprete di opere particolari. G. Puccini ebbe in testa la voce di Lauri-Volpi quando scriveva "Turandot". Mascagni gli affidò la prima del "Nerone "nel 1928. Il centenario del "Guglielmo Tell" di Rossini (1929) rivelò il tenore, capace di superare tessitura impossibili. Fu una voce "chiara", intensa, timbrata, virile; fu tenore drammatico e tenore lirico, e anche tenore eroico. Gli bastò una sola sera per diventare una delle più discusse e quotate voci del teatro lirico; passeranno ancora degli anni, prima che questa voce possa esser dimenticata.
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G. Lauri-Volpi trionfò nelle opere più impegnative come per esempio "Il Trovatore", "Ugonotti", "I Puritani", "Guglielmo Tell", "Turandot", ecc. Lo avevano ascoltato per l'ultima volta al Teatro dell'Opera di Roma quale protagonista del "Trovatore" di Verdi. Una interpretazione stupenda, invidiabile, che scatenò in teatro il finimondo. Giacomo Lauri-Volpi era già allora vicino alla settantina. Nelle repliche dello spettacolo si ammalò, e la sua assenza quasi scatenò una rivoluzione. Era Lauri-Volpi uno di quei tenori – 1'ultimo forse -capace di fare ondeggiare intorno alla sua voce entusiasmi e collera. Non era pero un "fanatico". Al contrario, era anche uno di quei rarissimi tenori nei quali il canto costituiva il risultato di una profonda consapevolezza artistica. La sua voce era uno strumento continuamente tenuto in esercizio e continuamente perfezionato. Giacomo Lauri-Volpi lasciò numerosi libri (memorie, note di costume, ecc), tra i quali il più importante, "Voci parallele". Morì a Valencia in Spagna, dove viveva da anni, nel 1979.
Mario Lanza
Lanza – chiamato familiarmente Freddy – nasce da una famiglia di emigranti italiani: il padre Antonio, emigrato negli Stati Uniti in giovane età, era originario di Filignano, in provincia di Isernia, mentre la madre Maria Lanza era originaria di Tocco da Casauria, in provincia di Pescara (Abruzzo).
Freddy cresce nella casa del nonno materno, proprietario di una drogheria, il quale coltiva la passione per la pittura e possiede una ricca raccolta di dischi di Enrico Caruso; Freddy diventa presto un grande ammiratore del cantante e ascolta spesso tutti i dischi del nonno, divertendosi a cantare le romanze con la sua naturale voce tenorile.
La madre, che possiede una bella voce da soprano, non intraprende l'attività di cantante perché il padre non glielo permette, ma visto il naturale talento del figlio pur di riuscire a fargli studiare canto, non si risparmia di lavorare per diverse ore al giorno. Freddy può così studiare con la ex cantante lirica Irene Williams, che nel 1940 gli procura un'audizione all'Academy of Music di Filadelfia e fa in modo che il maestro Serge Koussevitzky¹, arrivato in quella città per dirigere un concerto, riesca ad ascoltare la voce del ragazzo. Freddy canta l'aria che ha rimasto profonda il maestro, disse: «Questa è davvero una voce eccezionale: devi venire con me nel Berkshire». Con
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l'espressione "nel Berkshire" egli intende alludere ai corsi di perfezionamento annualmente tenuti al Festival di Tanglewood (Massachussets)² presso il Berkshire Music Center, ove si ritrovano musicisti e cantanti semiprofessionisti per studiare, perfezionarsi e riposarsi insieme.
Freddy studiò con serietà per migliorare e raffinare le sue doti naturali, distinguendosi come miglior allievo e riuscendo così esordire il 7 agosto 1942 riscuotendo unanimi consensi. Fra gli altri, il critico del New York Times loda in particolar modo «la superba potenza della sua voce».In questo periodo assume il nome d'arte di Mario Lanza, in onore della madre, e poco tempo dopo parte per il servizio militare. Terminato il servizio militare nel 1945, poco tempo dopo si sposa a Beverly Hills con Elizabeth "Betty" Hicks.
Lanza si trasferisce a New York e continua a perfezionarsi nel canto grazie al sostegno economico del suo agente Sam Weiler, che lo fa studiare pianoforte e canto con Enrico Rosati³ nel 1942 grazie alle sue doti canore vince una borsa di studio.Partecipa ad una tournée che lo porterà negli Usa, in Messico e in Canada. Nel 1947 viene chiamato dalla per interpretare una serie di sette film musicali che lo impegneranno per altrettanti anni; nel frattempo continua a tenere concerti, a incidere dischi e a partecipare a programmi televisivi. Inizia anche una serie di tours di concerti.
Nel 1949 interpreta il suo primo film musicale, “Il bacio di mezzanotte”, dove recita la parte di un autotrasportatore di pianoforti. Al termine delle riprese, Lanza riesce a coronare quello che è sempre stato il suo sogno: interpretare un'opera lirica. Cantò nella “ “ Madama Butterfly “ di Puccini, cantando insieme al soprano Tomiko Kanazawa: nelle uniche due rappresentazioni, ottiene i favori della critica.
La sua popolarità e gli impegni sempre più pressanti non gli permettono di interpretare altre opere liriche e i critici riterranno che questa sarà una vera perdita per il mondo del bel canto.
Nel 1950 gira il film “ Il pescatore della Louisiana “, interpretando la sua più famosa canzone: “ Be my Love “.
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1Serge Koussevitzky – великий американский дирижер XX века.
2Festival Tanglewood – Тэнглвудский музыкальный фестиваль (США).
3Enrico Rosati – известный итальянский преподаватель вокала XX века.
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