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[Jean_Paul_Sartre]_Visita_a_Cuba(BookZZ.org)

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www.scribd.com/Baruch_2013

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Jean-Paul Sartre

Visita a Cuba

Reportage sulla Rivoluzione cubana e sull'incontro

con Che Guevara

introduzione

di Gabriella Paolucci

massari editore

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J.-P. Sartre

Visita a Cuba (1960)

traduzioni dal francese di Ilaria Mosso dallo spagnolo di Antonella Marazzi

Di questo libro (inedito anche in Francia) esistono precedenti edizioni solo in lingua spagnola e inglese:

Sartre visita a Cuba, Ediciones Revoluci6n, La Habana 1960 e 1961

Editoria! Uno, Buenos Aires 1960 Editoria! Prometeo, Lima 1961

Sartre on Cuba, Ballantine Books, New York 1961

Il reportage «Ouragan sur le sucre>> - apparso a puntate su France-Soir (28 giugno-15 luglio 1960)- è stato tradotto da Ilaria Mosso

«Ideologia y revoluci6n>>, la «Entrevista con los escrito res cubanos>> e l'intervista a Prensa Latina sono state tradotte da Antonella Marazzi

© copycight \ 2005- M""'' editore

Casella Postale 14401023 Bolsena (VT) E-mail: erre.emme@enjoy.it

Http://www.enjoy.it/erre-emme/

Stampa: Ceccarelli - Grotte di Castro (VT)

Prima edizione: giugno 2005

ISBN 88www-457.scribd-0221.-com/Baruch9 _2013

INDICE

L'incontro tra Sartre e la Rivoluzione cubana

 

di Gabriella Paolucci

7

Riferimenti bibliografici

22

Avvertenza editoriale (g.p.)

24

Ideologia e rivoluzione

27

Un incontro con gli scrittori cubani

43

Il Che, l'uomo più completo del suo tempo

75

Uragano sullo zucchero

79

Lettere a France-Soir

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L'INCONTRO TRA SARTRE

E LA RIVOLUZIONE CUBANA di Gabriella Paolucci

Noi ci schieriamo a fianco di coloro che vogliono mutare al tempo stesso la condizione sociale dell'uomo e la concezione eh'egli ha di se stesso

Jean-Paul Sartre, Présentation de Les Temps Modernes (1945)

Invitato da Carlos Franquiall'epoca direttore del giornale cubano Revoluci6n - a vedere con i propri occhi «una rivoluzione in marcia» 1,Jean-Paul Sartre arriva a Cuba in compagnia di Simone de Beauvoir il 22 febbraio 1960: vi resterà per quasi un mese. È il suo secondo viaggio nell'Isola.

Il primo, avvenuto nel 1949, sembra distante anni luce. Il volto dell'Avana e dell'intera Isola - fino a poco prima territorio esclusivo di yacht-club nordamericani, spiagge private, casinò, bordelli e quartieri esclusivi per i bianchi - è radicalmente mutato. La dittatura di Batista è stata sconfitta

<<Di passaggio a Parigi, Franqui, il direttore del più grande giornale cubano, Revoluci6n, venne da me con alcuni suoi amici dei quali uno parlava francese. Capelli e baffi neri, un aspetto tipicamente spagnolo; mi disse con autorità che avremmo avuto il dovere di andare a vedere con i nostri occhi una rivoluzione in marcia. Avevamo una gran simpatia per Castro, ma l'offerta di Franqui ci lasciava indifferenti. [... ] In realtà la nostra apatia aveva un altro motivo: la guerra d'Algeria sbarrava il nostro orizzonte. Ma il resto del mondo esisteva, e non avremmo dovuto disinteressarcene. Ciò che aveva detto Franqui era vero: l'esperienza cubana ci riguardava>> (de Beauvoir, 1963:464).

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dall'Esercito ribelle e la giovane Rivoluzione cubana sta vivendo la sua affascinante «luna di miele» (ibid., p. 467). Alcune delle misure rivoluzionarie più significative cominciano a fare i loro primi passi in un'atmosfera di euforia collettiva: l'abolizione del latifondo e la Riforma agraria, elaborata nelle sue linee essenziali da Che Guevara; la campagna di alfabetizzazione; la Riforma urbana, con la distribuzione delle abitazioni, l'abbattimento del prezzo degli affitti, del!' elettricità e del telefono. Fidel Castro, il cui ruolo alla guida del!' Isola si sta già chiaramente delineando in mezzo ai conflitti tra tendenze moderate e radicali della rivoluzione, è a capo del governo. Il prestigio di Che Guevara, il giovane medico direttore del Dipartimento di industrializzazione dell'Ima e presidente del Banco Nacional de Cuba, sta crescendo, dentro e fuori dall'Isola. Ma è anche il momento in cui comincia a prendere corpo lo scontro con gli Stati Uniti, come Sartre e Simone de Beauvoir hanno modo di toccare con mano il 4 marzo, quando un atto di sabotaggio fa esplodere nel porto della capitale il cargo francese «La Coubre», provocando duecento morti.

L'adesione di Sartre all'esperienza cubana è senza riserve. Ai suoi occhi Cuba rappresenta una nuova speranza di fronte ai drammatici fallimenti dei Paesi del! 'Est. La strada che ha imboccato la prima rivoluzione del!' America latina sembra possedere tutti i requisiti per evitare gli esiti catastrofici di quel «mostro sanguinante che dilania se stesso» che è il «socialismo» dei regimi stalinisti (come aveva scritto in «<l fantasma di Stalin», nel 1957). La «democrazia diretta» è il cuore di questa giovane e originale rivoluzione, impermeabile all'ideologia «sclerotizzata» e «intorpidita» che «dissolve gli uomini reali in un lago di acido solforico». La sua forza risiede nell'assenza di dogmatismo: nel fatto che essa forgia la propria ideologia nel farsi della prassi rivoluzionaria, come argomenta nel saggio di apertura di questo volume, «Ideologia y Revoluciòn».

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Negli incontri con i giovani dirigenti cubani, tra i quali rimane memorabile quello con Che Guevara, nelle peregrinazioni attraverso l'Isola in compagnia di Fidel Castro2, nelle assemblee con gli studenti all'Università dell'Avana, nei contatti con la popolazione delle campagne, Sartre incontra per la prima volta una rivoluzione alla quale può finalmente aderire pienamente e senza riserve. Un'adesione appassionata che traspare da tutti i suoi testi su Cuba, i più importanti dei quali vengono pubblicati qui per la prima volta in lingua italiana: dai reportages intitolati «Ouragan sur le sucre» [«Uragano sullo zucchero»] che compaiono su France-Soir dopo il ritorno a Parigi, al breve saggio «Ideologia e rivoluzione», fino alla trascrizione di alcune interviste fatte dentro e fuori dell'isola caraibica. In ogni pagina leggiamo la passione politica dell'intellettuale engagé che ha finalmente trovato il luogo dove si stanno materializzando le proprie convinzioni politiche: agli occhi di Sartre, Cuba sembra rappresentare la conferma della correttezza del proprio impegno rivoluzionario e della propria filosofia politica.

Un'incontro felice, dunque, quello tra l'intellettuale che si batte a fianco dei popoli del Terzo mondo, il critico radicale del marxismo sclerotizzato e dello stalinismo, lo scrittore che, convinto che «la parola è azione», impegna tutto il proprio ascendente per «far sì che nessuno possa ignorare il mondo e dirsene innocente» (Che cos'è la letteratura?, 1947) - e la giovane Rivoluzione cubana che incarna ai suoi occhi la possibilità di

2 Durante il suo soggiorno Sartre assiste anche a una rappresentazione de La putain respectueuse al Teatro Nacional, accompagnato da Castro. I suoi commenti sulla regia (che giudica eccellente), e sull'interpretazione (sulla quale nutre delle riserve, in particolare per ciò che concerne il ruolo del Senatore), sono citati in un articolo di Humberto Arsenal, apparso in Revoluci6n del 19 marzo 1960, in cui si riproduce anche la breve dichiarazione scritta da Sartre nel libro d'oro del Teatro Nacional (Contat-Rybalka [C-R], 1970:344).

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