- •L’arte italiana all’ermitage
- •Il massimo fiorire dell’arte italiana si ha alla fine del 15 – inizio del 16 secoli, nel periodo dell’Alto Rinascimento, a cui appartengono Leonardo, Raffaello, Michelangelo, Tiziano.
- •La bottega di Leonardo
- •Малый итальянский просвет (l’arte italiana dei 16-17 secoli)
- •Большой итальянский просвет (l’arte italiana dei 17-18 secoli)
- •Il formato enorme del quadro, I colori vivaci - tutto conferisce a quest’opera un carattere pomposo e decorativo.
- •Neoclassicismo.
- •Il “Bacio di Amore”, la “Desolazione di Orfeo”, le “Tre Grazie”, “Maria Maddalena penitente”.
Il massimo fiorire dell’arte italiana si ha alla fine del 15 – inizio del 16 secoli, nel periodo dell’Alto Rinascimento, a cui appartengono Leonardo, Raffaello, Michelangelo, Tiziano.
L’Ermitage è uno dei pochi musei del mondo che può vantarsi di possedere le opere autentiche di Leonardo da Vinci (nato nel 1452 a Vinci, Toscana; morto nel 1519 in Francia). In tutto il mondo di opere pittoriche autentiche di Leonardo ce ne sono solo una dozzina, all’Ermitage ce ne sono due.
La “Madonna del fiore” o la “Madonna Benois”(1478, olio) - viene chiamata così perchè una volta apparteneva alla famiglia Benois (famiglia dei pittori, architetti, studiosi d’arte pietroburghesi. L’ultimo Benois, Nicola, è stato marito della famosa cantante italiana Disma de Cecco, per molti anni faceva lo scenografo del Teatro alla Scala di Milano, ed è morto una decina di anni fa) ed è stata acquistata per l’Ermitage nel 1914. E’ un’opera giovanile del maestro, risale al periodo fiorentino della sua attività artistica. La giovane donna che sembra di essere una ragazzina è vestita alla moda dell’epoca. Ha una pettinatura caratteristica dei tempi quando le donne si radevano i capelli sulla fronte perchè quella sembrasse piu’ alta. In quest’opera si vede bene la tecnica caratteristica del maestro, la cosidetta tecnica dello “sfumato”. E’ che Leonardo riteneva che l’aria avesse un colore e nei suoi quadri avvolgeva le figure umane di un leggero “vapore” aereo. E’ da notare anche che il quadro è dipinto in olio. Leonardo fu uno dei primi ad adottare l’olio, mentre la maggior parte degli artisti dell’epoca dipingeva a tempera. Anche risalente al periodo giovanile, l’opera si distingue per la virtuosità dell’esecuzione.
Nella “Madonna Litta” (“Madonna del bambino”, circa 1490, tempera) Leonardo tentò di rappresentare un individuo ideale, di trasmettere l’armonia e la bellezza interiore, la profondità dei sentimenti di una madre che pensa al destino di suo figlio. Il quadro è semplice e sobrio. Sobri sono anche i colori, tra i quali dominano il rosso, l’azzurro e il nero. Il corpo della Madonna è girato quasi di profilo, il viso è rischiarato da una debole luce. Non vediamo quasi gli occhi della Madonna, ma avvertiamo il suo sguardo affettuoso rivolto al bambino. Quest’ultimo, come se fosse disturbato dalla presenza di estranei, voltò la testa ricciuta e guarda verso di noi con gli occhi leggermente velati. Si sente tutto il peso del suo piccolo corpo. Tutti i volumi sono resi perfettamente. Leonardo li mette in evidenza con una modellatura in chiaroscuro, i cui procedimenti furono elaborati da lui stesso. La composizione priva di movimento, con le figure inquadrate esattamente in un triangolo e le finestre disposte simmetricamente – tutto accentua l’impressione di equilibrio, stabilità e armonia che sono caratteristici non solo per le opere di Leonardo, ma per l’arte dell’Alto Rinascimento in generale. La “Madonna Litta” risale al periodo milanese dell’attività artistica di Leonardo da Vinci e porta il nome dei suoi ex proprietari, granduchi Litta.
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