Читаем Карло Коллоди. В 2 частях. Ч.1. Учебно-методическое пособие по домашнему чтению на итальянском языке
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Федеральное государственное автономное образовательное учреждение высшего образования «РОССИЙСКИЙ УНИВЕРСИТЕТ ДРУЖБЫ НАРОДОВ»
ИНСТИТУТ ИНОСТРАННЫХ ЯЗЫКОВ
Кафедра теории и практики иностранных языков
М.Е. Каскова, Л.А. Егорова
ЧИТАЕМ КАРЛО КОЛЛОДИ
Учебно-методическое пособие по домашнему чтению на итальянском языке
В двух частях
Часть 1
Москва Российский университет дружбы народов
2018
УДК 372.881.131.1:82(072.8) |
У т в е р ж д е н о |
ББК 81.2Ита+84 |
РИС Ученого совета |
К28 |
Российского университета |
|
дружбы народов |
Каскова, М. Е.
К28 Читаем Карло Коллоди : учебно-методическое пособие по домашнему чтению на итальянском языке : в 2 ч. / М. Е. Каскова, Л. А. Егорова. – Москва : РУДН, 2018.
ISBN 978-5-209-08675-8 Ч. 1. – 45 с.
ISBN 978-5-209-08676-5 (ч. 1)
Издание является четвертым выпуском серии методических пособий по домашнему чтению наряду с «Читаем по-итальянски», «Читаем волшебные истории» и «Читаем Джанни Родари». Цель пособия – научить студентов самостоятельной работе с литературными текстами.
Серия разработана для студентов, изучающих итальянский язык по программе «Лингвистика» в ИИЯ РУДН.
Подготовлено на кафедре теории и практики иностранных языков ИИЯ РУДН.
ISBN 978-5-209-08676-5 (ч. 1)
ISBN 978-5-209-08675-8 © Каскова М.Е., Егорова Л.А., 2018 © Российский университет дружбы народов, 2018
ОГЛАВЛЕНИЕ
ВВЕДЕНИЕ. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4
BIOGRAFIADICARLOCOLLODI....................5
CAPITOLO 1 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .6 CAPITOLO 2 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 11 CAPITOLO 3 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 17 CAPITOLO 4 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 25 CAPITOLO 5 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 30
CAPITOLO 6 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 35 CAPITOLO 7 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 39
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ВВЕДЕНИЕ
Данное издание является четвертым выпуском серии методических пособий по домашнему чтению наряду с «Читаем по-итальянски», «Читаем волшебные истории» и «Читаем Джанни Родари». Серия разработана для студентов, изучающих итальянский язык по программе «Лингвистика» в ИИЯ РУДН, где и прошло апробацию.
Цель пособия - сделать изучение итальянского языка интересным, познавательным, познакомить учащихся с творчеством итальянского писателя Карло Коллоди, а также научить студентов самостоятельной работе с литературными текстами.
Ситуация реального значимого выбора, которая создается благодаря наличию альтернатив заданий, способствует удовлетворению различных познавательных интересов, личностных смыслов, мотивационных векторов учащихся, а также помогает определению уровня собственных способностей посредством выбора: упражнений по уровню сложности (три вида сложности задания: А, В, С); упражнений согласно 4 уровням творческой активности; видов работ (индивидуальная/парная/групповая); форм контроля; временного режима; оценки совершенного выбора через количество набранных баллов.
Разнообразие текстов и видов заданий рабочего листка мотивируют учащегося к осуществлению деятельности чтения, способствуя тем самым построению его собственной модели поведения в предлагаемых внешних условиях и включая механизм автономного управления собственной учебной деятельностью.
Методическое пособие состоит из глав книги «Le avventure di Pinocchio» и включает в себя три части: 1-7, 1722, 35-36 главы. Каждая часть представляет собой цикл уроков по домашнему чтению с обсуждением прочитанного. Послетекстовый этап представлен упражнениями рабочего
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листка, который содержит словарь новых слов и выражений и комментарий к ним, упражнения на контроль понимания содержания текста, на отработку лексики и грамматики, а также темы для обсуждения и задания на развитие творческого потенциала учащихся и формирования творческих умений.
BIOGRAFIA DI CARLO COLLODI
Carlo Lorenzini, più noto con lo pseudonimo di Collodi nasce a Firenze il 24 novembre 1826. Primogenito di una numerosa e sventurata famiglia (dei dieci figli, sei ne muoiono in tenera età), Carlo frequenta le elementari a Collodi, affidato ad una zia. Malgrado il carattere vivace, inquieto e propenso all'insubordinazione, viene avviato agli studi ecclesiastici. Quando il fratello Paolo Lorenzini diventa dirigente nella Manifattura Ginori, la famiglia acquista finalmente un po' di serenità e di agiatezza, e Carlo può iniziare la carriera di impiegato e di giornalista.
Collodi, scrittore dal carattere spiritoso, versatile, da taluni considerato molto pigro, collabora, fino al 1875, a numerosi giornali; scrive pure romanzi e drammi teatrali, nessuno dei quali però di particolare valore creativo. La vera notorietà di Collodi arriva, però, con la pubblicazione del romanzo "Le avventure di Pinocchio", storia del burattino più famoso del mondo. L'opera è stata pubblicata in 187 edizioni e tradotta in 260 lingue o dialetti. Prima di aver goduto del meritato successo, Carlo Collodi muore, improvvisamente, il 26 ottobre 1890 a Firenze. Le sue carte, donate dalla famiglia, sono conservate nella Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.
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LE AVVENTURE DI PINOCCHIO DI CARLO COLLODI
CAPITOLO 1
Come andò che Maestro Ciliegia, falegname, trovò un pezzo di legno, che piangeva e rideva come un bambino.
C’era una volta...
—Un re! — diranno subito i miei piccoli lettori.
—No ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un pezzo
di legno.
Non era un legno di lusso, ma un semplice pezzo da catasta, di quelli che d’inverno si mettono nelle stufe e nei caminetti per accendere il fuoco e per riscaldare le stanze.
Non so come andasse, ma il fatto gli è che un bel giorno questo pezzo di legno capitò nella bottega di un vecchio falegname, il quale aveva nome mastr’Antonio se non che tutti lo chiamavano maestro Ciliegia, per via della punta del suo naso, che era sempre lustra e paonazza, come una ciliegia matura.
Appena maestro Ciliegia ebbe visto quel pezzo di legno, si rallegrò tutto; e dandosi una fregatina di mani per la contentezza, borbottò a mezza voce:
—Questo legno è capitato a tempo: voglio servirmene per fare una gamba di tavolino. Detto fatto, prese subito l’ascia arrotata per cominciare a levargli la scorza e a digrossarlo, ma quando fu lì per lasciare andare la prima asciata, rimase col braccio sospeso in aria, perché sentì una vocina sottile sottile, che disse raccomandandosi:
—Non mi picchiar tanto forte!
Figuratevi come rimase quel buon vecchio di maestro Ciliegia.
Girò gli occhi smarriti intorno alla stanza per vedere di dove mai poteva essere uscita quella vocina, e non vide nessuno. Guardò sotto il banco, e nessuno; guardò dentro un armadio che stava sempre chiuso, e nessuno; guardò nel corbello dei trucioli e
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della segatura, e nessuno; aprì l’uscio di bottega per dare un’occhiata anche sulla strada, e nessuno. O dunque?
—Ho capito,— disse allora ridendo e grattandosi la parrucca, si vede che quella vocina me la sono figurata io. Rimettiamoci a lavorare. E ripresa l’ascia in mano, tirò giù un solennissimo colpo sul pezzo di legno.
—Ohi! tu m’hai fatto male! — gridò rammaricandosi la solita vocina.
Questa volta maestro Ciliegia restò di stucco, cogli occhi fuori del capo per la paura, colla bocca spalancata e colla lingua giù ciondoloni fino al mento, come un mascherone da fontana.
Appena riebbe l’uso della parola, cominciò a dire tremando e balbettando dallo spavento:
—Ma di dove sarà uscita questa vocina che ha detto «ohi»? Eppure qui non c’è anima viva. Che sia per caso questo pezzo di legno che abbia imparato a piangere e a lamentarsi come un bambino? Io non lo posso credere. Questo legno eccolo qui; è un pezzo di legno da caminetto, come tutti gli altri, e a buttarlo sul fuoco, c’è da far bollire una pentola di fagioli... O dunque? Che ci sia nascosto dentro qualcuno? Se c’è nascosto qualcuno, tanto peggio per lui. Ora l’accomodo io! — E cosi dicendo, agguantò con tutte e due le mani quel povero pezzo di legno, e si pose a sbatacchiarlo senza carità contro le pareti della stanza.
Poi si messe in ascolto, per sentire se c’era qualche vocina che si lamentasse. Aspettò due minuti, e nulla; cinque minuti, e nulla; dieci minuti, e nulla!
—Ho capito — disse allora sforzandosi di ridere e arruffandosi la parrucca — si vede che quella vocina che ha detto «ohi», me la sono figurata io! Rimettiamoci a lavorare.—E perché gli era entrata addosso una gran paura, si provò a canterellare per farsi un po’ di coraggio.
Intanto, posata da una parte l’ascia, prese in mano la pialla, per piallare e tirare a pulimento il pezzo di legno; ma nel mentre che lo piallava in su e in giù, sentì la solita vocina che gli disse ridendo:
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— Smetti! tu mi fai il pizzicorino sul corpo! —Questa volta il povero maestro Ciliegia cadde giù come fulminato. Quando riapri gli occhi, si trovò seduto per terra.
Il suo viso pareva trasfigurito, e perfino la punta del naso, di paonazza come era quasi sempre, gli era diventata turchina dalla gran paura.
VOCABOLARIO
I. DA RITENERE
Arruffare - всклокочивать, взъерошивать (волосы) Borbottare – бормотать
Per via – по причине
Lamentarsi - жаловаться
II. COMENTO
Il falegname – столяр
Il pezzo di catasta – полено A tempo – вовремя
Il banco – верстак Truciolo – стружка Pialla – рубанок Scorza – кора Stufa - печь
II. MODI DI DIRE
Dare una fregata di mani – потирать руки Spoloncare gli occhi – вытаращить глаза Spoloncare la bocca – разинуть рот Spoloncare gli orecchi – навострить уши Lingua condolоni – свешенный язык Riavere l’uso della parola – обретать дар речи Fare il pizzicorino – щекотать
Restare di stucco – обомлеть, остолбенеет
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PROVA DI COMRENSIONE
А
I. RISPONDERE VERO O FALSO. 6pt. ‒ 5min. Un min. di più ‒ 0,5pt. di meno.
1.C’era una volta la regina dell’Inghilterra.
2.Un bel giorno un pezzo di legno capitò nella bottega di un falegname.
3.Lui voleva fare una gamba di sedia .
4.Prese l’ascia arrotata per cominciare a levargli la scozza, ma rimase col braccio sospeso in aria perche sentì l’inno nazionale.
5.Girò gli ochi smarriti intorno alla stanza per vedere di dove mai poteva essere uscita quella vocina e non vide nessuno.
B
I. RISPONDERE ALLE DOMANDE 7pt. ‒ 5min. Un min. di più ‒0,5pt. di meno.
1.Come tutti chiamavano maestr’Antonio e perché?
2.Perché il falegname volle servirsi di quel pezzo di legno?
3.Che cosa sentì maestro Ciliegia quando prese l’ascia per cominciare a levare la scozza?
4.Di dove uscì quella vocina che disse “ohi”?
5.Perché il povero maestro Ciliegia si trovò seduto per terra?
C
I. SPIEGARE LE PAROLE, CERCARE I SINONIMI. 10pt. ‒ 7min. Un min. di più ‒ 0,5pt. di meno.
1.Figurarsi
2.Restare di stucco
3.Entrare la paura
4.Senza carità
5.Riavere l’uso della parola
6.Vocina
7.Pizzicorino sul corpo
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PROVA DI COMPETENZA
A
I. FORMARE IL PLURALE. 7pt. ‒ 6min. Un min. di più ‒ 0,5pt. di meno.
Il vecchio falegname - |
La bocca spalancata - |
La ciliegia matura - |
L’occhio smarrito - |
La vocina sottile - |
La solita vocina – |
La lingua ciondoloni - |
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B
I. TRASFORMARE LE FRASI DAL PASSATO REMOTO AL PASSATO PROSSIMO. 9pt. ‒ 7min. Un min. di più ‒ 1pt. di meno.
1.Poi si messe in ascolto. Aspetò due minuti, e nulla; cinque minuti, e nulla; dieci minuti e nulla!
2.Girò gli occhi smarriti intorno alla stanza per vedere di dove mai poteva essere uscita quella vocina, e non vide nessuno. Guardò sotto il banco, e nessuno; guardò dentro un armado che stave sempre chiuso, e nessuno; guardò nel corbello dei tricioli e della segatura, e nessuno; aprì l’uscio di bottega per dare un’occhiata anche sulla strada, e nessuno.
3.Appena riebbe l’uso della parola, cominciò a dire tremando e balbettando dallo spavento.
C
I. RIEMPIRE LA TABELLA. 12pt. ‒ 10min. Un min. di più ‒ 1pt. di meno.
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Passato |
Imperfetto |
Futuro |
Passato |
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Prossimo |
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Remoto |
Io |
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ebbi |
Tu |
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eri |
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Lui |
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darà |
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Noi |
Abbiamo |
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bevuto |
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Voi |
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fonderete |
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