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LE_LINGUE_E_IL_LINGUAGGIO fabio.doc
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1. Lessico mentale

Con “lessico mentale” si intende non solo la conoscenza delle parole, ma anche le conoscenze relative al funzionamento delle parole e dei rapporti tra le parole. Questo significa che ogni parlante è in grado di estrarre dal proprio lessico mentale delle liste di parole con certe caratteristiche. I parlanti sanno anche come tradurre i suoni di una parola nella grafia del proprio alfabeto. Per quanto riguarda l’accesso al lessico si suppone che alle parole si acceda tramite i primi suoni delle parole stesse.

2. Dizionari

Un dizionario si pone a livello della langue nel senso che è l’insieme delle parole usate da tutta una comunità linguistica; nei dizionari vi è anche molta diacronia, cioè vi si conservano parole che appartengono al passato. Un dizionario è costituito da lemmi e non da forme flesse. La differenza tra dizionario e enciclopedia è che il primo è una lista di parole che contiene informazioni sulla natura e sull’uso delle parole, mentre la seconda contiene informazione su tutto lo scibile umano.

2.2 Lessicalizzazioni

Sono esempi di lessicalizzazioni “tagliare la corda”, “nontiscordardimé”, il cui significato non è desumibile dalla somma dei significati delle parti. Si ha lessicalizzazione quando un gruppo di parole si trasforma in un’unita lessicale che si comporta come una parola sola. Esiste poi un processo di grammaticalizzazione per cui un’unità perde il suo significato lessicale per assumerne uno grammaticale, come ad esempio il suffisso “–mente”.

3. Stratificazione del lessico

Il lessico di ogni lingua è stratificato; lo strato [+nativo] è quello centrale, quello [-nativo] definisce gli strati periferici che spesso riflettono le vicende storiche. Lo strato [-nativo] dell’italiano è costituito da prestiti e calchi. Sia prestiti che calchi riguardano interferenze tra sistemi linguistici diversi. Si parla di calco quando vi è una riproduzione che sia di struttura morfologica, sintattica o semantica (ad esempio “skyscraper”=”grattacielo”); se la riproduzione è più centrata sul significante si parla di prestito. I prestiti possono essere “adattati” (parole entrate a far parte della lingua italiana) o “non adattati” (forma estranea alle regole fonologiche dell’italiano).

4. Dizionari specialistici

I dizionari sono:

  • Monolingui

  • Bilingui

  • Plurilingui

  • Etimologici

  • Sinonimi e contrari

  • Neologismi

  • Elettronici

  • Inversi

  • Di frequenza e concordanze

4.1 Dizionari elettronici

Permettono una serie di funzioni importanti:

  • Ricerca di lemmi

  • Ricerca di più lemmi con certe caratteristiche comuni

  • Caratteri speciali

  • Operatori logici

  • Possibilità di creare dizionari personalizzati

  • Sillabazione dei lemmi

  • Ottenere le forme flesse con l’indicazione degli ausiliari per i verbi

  • Trovare sinonimi e contrari

  • Arrivare ad un lemma a partire da una forma flessa

  • Ascoltare la pronuncia delle parole

CAPITOLO VII

LE COMBINAZIONI DELLE PAROLE: SINTASSI

1. La valenza

I verbi, così come gli elementi chimici, hanno bisogno di essere accompagnati da un determinato numero di altri elementi, affinché la frase risulti ben formata. Esiste quindi una valenza verbale. Gli elementi richiesti obbligatoriamente da un verbo sono detti argomenti.

Tipologie della valenza dei verbi:

verbi avalenti: non sono accompagnati da nessun argomento. Ad esempio piovere;

verbi monovalenti: un solo argomento, sono verbi intransitivi. Ad esempio correre, parlare, arrivare...;

verbi bivalenti: due argomenti, sono verbi transitivi. Ad esempio catturare, piantare, lanciare...;

verbi trivalenti: tre argomenti, sono i verbi “di dire” o “di dare”. Ad esempio <Il professore ha detto ai ragazzi di fare silenzio.>.

All’interno di una frase esistono inoltre degli elementi facoltativi detti circostanziali.

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