Добавил:
Upload Опубликованный материал нарушает ваши авторские права? Сообщите нам.
Вуз: Предмет: Файл:
1 semestre- manuale.doc
Скачиваний:
0
Добавлен:
01.04.2025
Размер:
148.48 Кб
Скачать

Canzoni

AZZURRO (Adriano Celentano)

Cerco l’estate tutto l’anno

e all’improvviso eccola qua;

lei è partita per le spiagge,

io sono solo quaggiù in città;

sento fischiare sopra i tetti

un aeroplano che se ne va.

Azzurro,

il pomeriggio è troppo azzurro

e lungo per me;

mi accorgo di non avere più risorse

senza di te,

e allora io quasi quasi prendo il treno

e vengo, vengo da te,

ma il treno dei desideri

nei miei pensieri all’incontrario va.

Sembra quand’ero all’oratorio,

con tanto sole tanti anni fa;

quelle domeniche da solo

in un cortile a passeggiar;

ora mi annoio più di allora,

neanche un prete per chiacchierar.

Azzurro...

Cerco un po’ d’Africa in giardino

tra l’oleandro e il baobab,

come facevo da bambino

ma qui c’è gente non si può più;

stanno innaffiando le tue rose,

non c’è il leone, chissà dov’è.

LETTURA 2

Il piccolo principe e l'astronomo

Ho scoperto che il piccolo principe viene da un piccolo pianeta, dall’asteroide B 612.

Un astronomo turco ha visto una sola volta questo asteroide con il telescopio e ha fatto una relazione di questa scoperta a un congresso scientifico. Ma l’astronomo è arrivato al congresso vestito con l’abito nazionale turco e nessuno ha dato importanza alla sua relazione. Nel 1920 c’è stato un altro congresso e l’astronomo questa volta ha fatto la sua relazione vestito con un abito occidentale molto elegante. Tutto il modo ha ascoltato attentamente e l’asteroide B 612 è entrato nel mondo della scienza.

Perchè ho raccontato tanti particolari sull’asteroide B 612 e perchè ho rivelato anche il suo numero? È per i grandi che amano le cifre.

Quando voi parlate agli adulti di un vostro amico, loro non chiedono mai le cose essenziali. Non domandano mai: “Qual è il tono dellla sua voce? Quali sono i suoi giochi preferiti? Fa collezione di farfalle?”

Ma vi domandano: “Quanti anni ha? Quanti fratelli ha? Quanto pesa? Quanto guadagna suo padre?”. Allora soltanto credono di conoscerlo.

Se voi dite ai grandi: “Ho visto una bella casa in mattoni rosa, con vasi di gerani alle finestre e un nido di rondini sotto il tetto”, loro non riescono a immaginare questa casa. Dovete dire: “Ho visto una casa da 100 milioni”, allora eslamano: “Com’è bella!”.

Così se voi dite: “Il piccolo principe esiste davvero. La prova di questo è che è bellissimo, ride e ha voluto una pecora. Quando uno vuole una pecora è la prova che esiste”. Ecco, i grandi alzeranno le spalle e non crederanno alle vostre parole.

Ma se invece dite: “Il pianeta da dove è venuto è l’asteroide B 612”, allora crederanno che il piccolo principe è esistito.

LETTURA 3

Da Rodari, Favole al telefono GIACOMO DI CRISTALLO

Una volta, in una città lontana, venne al mondo un bambino trasparente. Attraverso le sue membra si poteva vedere come attraverso l’aria e l’acqua. Era di carne e d’ossa, e pareva di vetro, e se cadeva non andava in pezzi, ma al più si faceva sulla fronte un bernoccolo trasparente.

Si vedeva il suo cuore battere, si vedevano i suoi pensieri guizzare come pesci colorati nella loro vasca.

Una volta, per sbaglio, il bambino disse una bugia, e subito la gente potè vedere come una palla di fuoco dietro la sua fronte: ridisse la verità e la palla di fuoco si dissolse.

Per tutto il resto della sua vita non disse più bugie.

Un’altra volta un amico gli confidò un segreto, e subito tutti videro come una palla nera che rotolava senza pace nel suo petto, e il segreto non fu più tale.

Il bambino crebbe, divenne un giovanotto, poi un uomo, e ognuno poteva leggere nei suoi pensieri e indovinare le sue risposte, quando gli faceva una domanda, prima che aprisse bocca.

Si chiamava Giacomo, ma la gente lo chiamava “Giacomo di cristallo”, e gli voleva bene per la sua lealtà, e vicino a lui tutti diventavano gentili.

Purtroppo in quel paese salì al governo un feroce dittatore, e cominciò un periodo di prepotenze, di ingiustizie e di miseria per il popolo. Chi osava protestare spariva senza lasciare traccia. Chi si ribellava era fucilato. I poveri erano perseguitati, umiliati e offesi in cento modi.

La gente taceva e subiva, per timore delle conseguenze.

Ma Giacomo non poteva tacere. Anche se non apriva bocca, i suoi pensieri parlavano per lui: egli era trasparente e tutti leggevano dietro la suia fronte pensieri di sdegno e di condanna per le ingiustizie e le violenze del tiranno. Di nascosto, poi, la gente si ripeteva i pensieri di Giacomo e prendeva speranza.

Il tiranno fece arrestare Giacomo di cristallo e ordinò di gettarlo nella più buia prigione.

Ma allora successe una cosa straordinaria. I muri della cella in cui Giacomo era stato rinchiuso diventarono trasparenti, e dopo di loro anche i muri del carcere e infine anche le mura esterne. La gente che passava accanto alla prigione vedeva Giacomo seduto sul suo sgabello, come se anche la prigione fosse di cristallo, e continuava a leggere i suoi pensieri. Di notte la prigione spandeva intorno una grande luce e il tiranno nel suo palazzo faceva tirare tutte le tende per non vederla, ma non riusciva ugualmente a dormire. Giacomo di cristallo, anche in catene, era più forte di lui, perchè la verità è più forte di qualsiasi cosa, più luminosa del giorno, più terribile di un uragano.

DIALOGO 5 – UNA GITA

È lunedì, una nuova settimana comincia. Neil e Pat sono in un bar al centro della città.

- Ciao, Pat, come stai?

- Oh, ciao, Neil! Bene, grazie e tu?

- Non c’è male. Prendi qualcosa con me?

- Volentieri! Un cappuccino.

- Non mangi niente?

- La mattina mangio solo una mela.

(al cameriere) Un cappuccino e un caffè, per favore

- Ieri non sei venuta al centro.

- Infatti sono andata ad Assisi con Annette.

- Bellissima città. Ci sono stato due settimane fa.

- E tu che hai fatto?

- Niente di importante. Sono rimasto a Perugia. La mattina ho incontrato gli amici al centro; abbiamo parlato di sport, di politica, insomma del più e del meno. Nel pomeriggio ho dormito fino alle cinque.

- Annette e io siamo partite la mattina alle sette. Appena siamo arrivate, abbiamo visitato la basilica di San Francesco: gli affreschi di Giotto sono splendidi. Verso mezzogiorno siamo salite a piedi fino alla Rocca, ma con una fame!

- Avete trovato qualche ristorante a buon mercato?

- No, abbiamo pranzato al sacco. Più tardi siamo scese di nuovo in città, abbiamo girato un pò e prima di partire abbiamo comprato qualche souvenir.

- Avete passato una giornata interessante. La mia, al contrario, è stata noiosa: tutto il pomeriggio a casa, solo: ho scritto una lettera e ho ascoltato cassette con lo stereo.

Una gita

Neil e Pat, che frequentano un corso di italiano, ogni mattina, verso le otto e trenta, prima delle lezioni, sono al solito bar del centro per fare colazione.

Oggi è lunedì, una nuova settimana di studio comincia: i due amici sono al bar e parlano di come hanno passato il fine settimana.

Pat racconta che è stata ad Assisi; c’è andata con la sua amica Annette; ha visitato la città, le sue chiese, la Rocca e, prima di tornare, ha comprato qualche souvenir.

la sua è stata una giornata interessante; la giornata di Neil, al contrario, è stata piuttosto monotona e noiosa.

PASSATO PROSSIMO

Presente Passato

Oggi Paolo torna presto Ieri, invece, è tornato tardi

Di solito finisco di lavorare alle 5 Ieri, invece, ho finito alle 8

Ogni giorno vado in università a piedi Ieri sono andata in macchina

Di solito il treno parte in orario Questa mattina è partito in ritardo

PASSATO PROSSIMO = presente di AVERE o ESSERE + participio passato

Il participio passato (forme regolari)

verbi in -ARE verbi in -ERE verbi in -IRE

cambiARE vendERE finIRE

cambiATO vendUTO finITO

Molti verbi, soprattutto della seconda e alcuni della terza coniugazione, formano il participio passato in modo irregolare:

succedere successo

Stamattina è successo un grave incidente in Via Verdi.

chiudere

chiuso

Ho chiuso il cane in cucina

leggere

letto

Но letto tutto il libro.

vincere

vinto

La Roma ha vinto il campionato nel 1983.

fare

fatto

Che cosa avete fatto ieri sera?

scegliere

scelto

Che disco avete scelto?

spegnere

spento

Avete spento la luce prima di uscire?

sсrivеге

scritto

Но scritto а macchina una lettera.

dire

detto

Che cosa ha detto quell’uomo?

nascere

nato

La mamma di Anna è nata ad Atene.

chiedere

chiesto

Mario ha chiesto scusa а Carla.

rispondere

risposto

Hai risposto аllа lettera di Bruno?

rimаnеге

rimasto

Sono rimasto а casa di Giulio fino а tardi.

vedere

visto (veduto)

Avete visto (veduto) il film fino аllа fine?

bere

bevuto

Ieri sera аbbiаmо bevuto tre bottiglie di vino

vivere

vissuto

Lorenzo è vissuto due anni a Parigi.

aprire

aperto

Perche non avete aperto la finestra?

offrire

offerto

Il signor Rossi ha offerto la cena а tutti.

morire

morto

Il padre di Carlo è morto in guerra.

venire

venuto

Perchè non siete venuti dentro?

mettere

messo

Ho messo già lo zucchero nel caffè

spendere

speso

Hai speso molto per far riparare la macchina?

prendere

preso

Chi ha preso il mio ombrello?

scendere

sceso

Sono scesa in ascensore.

perdere

perso (perduto)

Ho perso il passaporto

accendere

acceso

Chi ha acceso il televisore?

Hanno il passato prossimo formato da essere + participio passato:

а. Verbi di moto сhе presuppongono un punto di partenza о di arrivo, соmе ad es.:

- partire -- аrrivarе (giungere)

II treno è раrtitо da Bologna аllе nove ed è arrivato а Firenze аllе dieci е un quarto.

- andare -- venire

Domenica Piero ed io siaтo andati аllо stadio.

La signora Fede1i è venuta а casa nostra.

- tornare

Quando siete torпati da Parigi?

А сhе ora siete torпati а casa?

- entrare -- uscire .

Il dottor Sarti è entrato in ufficio аllе nove ed è uscito аllе due del pomeriggio.

- salire -- scendere

Luigi è salito аl quarto piano сon l'ascensore е dopo un ро' è sceso аl! pianoterra.

- cadere

Stanotte è caduta molta neve.

b. Alcuni verbi di stato in luogo, соmе: stare, rimanere, restare:

- Carla è stata а Londra l'estate passata.

- Luisa è riтasta а cena da Paola.

- Chi è restato а casa сon i bambini?

с. Alcuni verbi intransitivi, соmе ad es.:

essere Sei stato fortunato а trovare casa!

nascere Dov' è пato, professor Manetti?

morire Garibaldi è тorto neH'isola di Caprera.

succedere Сhе cosa è successo ieri?

costare Questo appartamento mi è costato un оссhiо della testa.

piacere Ti è piaciuta la commedia di ieri?

riuscire Paolo è riuscito а trovare un lavoro.

sembrare Luigi è seтbrato preoccupato anche а mе.

diventare Com’è diventato grande tuo fig1io!

Osservazione:

Gli avverbi sempre, mai, ancora, più, già, appena, anche stanno di solito tra l’ausiliare e il participio passato

DIALOGO 7 – UNA VISITA

Carlo Rossini si trova a Milano, grande città dell’Italia del nord, per lavoro. Si è sistemato in albergo. É qui da due giorni e alla fine di una giornata faticosa, fa una visita ad Alfredo, conosciuto durante il sevizio militare.

Dopo che si è riposato un pò, si alza, si lava, si veste e si prepara ad uscire.

In casa di Alfredo i due amici si siedono in salotto e si mettono a parlare.

- Ma che bella sorpresa! Da quanto tempo non ci vediamo! Ti ricordi quante belle chiacchierate abbiamo fatto insieme?

- Mi ricordo tutto.

- Hai rivisto qualcuno dei vecchi amici?

- No. Non ho rivisto nessuno fino ad oggi.

- Ma come mai sei qui a Milano? Quanto tempo ti fermi?

- Mi fermo due o tre giorni ancora: il tempo necessario per visitare la mostra di elettrodomestici che si è aperta ieri.

- Dunque ti occupi di elettrodomestici.

- Sì, la ditta dove lavoro si chiama Eldom e si è specializzata nella fabbricazione di piccoli elettrodomestici.

- Come ti trovi nella tua ditta?

- Mi trovo bene. Ho molto lavoro e non ho il tempo di annoiarmi.

- Ora dobbiamo organizzarci per la serata. Starai a cena da me e poi con mia moglie andremo a vedere le corse dei cavalli.

- Non mi intendo di corse di cavalli, ma sono sicuro che ci divertiremo.