- •Verbo essere
- •Verbo avere
- •La strada (Claudio Chieffo) è bella la strada per chi cammina
- •Indicativo presente
- •Dire (dicere) bere (bevere) uscire salire
- •E penso a te (Lucio Battisti)
- •Possessivi
- •Verso casa
- •Canzoni
- •Il piccolo principe e l'astronomo
- •Verbi riflessivi
- •1. Tempo periodo
- •3. Orologio - che ora e`?
- •4. Minuto- secondo- attimo
- •5. Giorno - pomeriggio – oggi – ieri- domani
- •6. Notte - mattina - sera - 24 ore
- •7. Settimana
Canzoni
AZZURRO (Adriano Celentano)
Cerco l’estate tutto l’anno
e all’improvviso eccola qua;
lei è partita per le spiagge,
io sono solo quaggiù in città;
sento fischiare sopra i tetti
un aeroplano che se ne va.
Azzurro,
il pomeriggio è troppo azzurro
e lungo per me;
mi accorgo di non avere più risorse
senza di te,
e allora io quasi quasi prendo il treno
e vengo, vengo da te,
ma il treno dei desideri
nei miei pensieri all’incontrario va.
Sembra quand’ero all’oratorio,
con tanto sole tanti anni fa;
quelle domeniche da solo
in un cortile a passeggiar;
ora mi annoio più di allora,
neanche un prete per chiacchierar.
Azzurro...
Cerco un po’ d’Africa in giardino
tra l’oleandro e il baobab,
come facevo da bambino
ma qui c’è gente non si può più;
stanno innaffiando le tue rose,
non c’è il leone, chissà dov’è.
LETTURA 2
Il piccolo principe e l'astronomo
Ho scoperto che il piccolo principe viene da un piccolo pianeta, dall’asteroide B 612.
Un astronomo turco ha visto una sola volta questo asteroide con il telescopio e ha fatto una relazione di questa scoperta a un congresso scientifico. Ma l’astronomo è arrivato al congresso vestito con l’abito nazionale turco e nessuno ha dato importanza alla sua relazione. Nel 1920 c’è stato un altro congresso e l’astronomo questa volta ha fatto la sua relazione vestito con un abito occidentale molto elegante. Tutto il modo ha ascoltato attentamente e l’asteroide B 612 è entrato nel mondo della scienza.
Perchè ho raccontato tanti particolari sull’asteroide B 612 e perchè ho rivelato anche il suo numero? È per i grandi che amano le cifre.
Quando voi parlate agli adulti di un vostro amico, loro non chiedono mai le cose essenziali. Non domandano mai: “Qual è il tono dellla sua voce? Quali sono i suoi giochi preferiti? Fa collezione di farfalle?”
Ma vi domandano: “Quanti anni ha? Quanti fratelli ha? Quanto pesa? Quanto guadagna suo padre?”. Allora soltanto credono di conoscerlo.
Se voi dite ai grandi: “Ho visto una bella casa in mattoni rosa, con vasi di gerani alle finestre e un nido di rondini sotto il tetto”, loro non riescono a immaginare questa casa. Dovete dire: “Ho visto una casa da 100 milioni”, allora eslamano: “Com’è bella!”.
Così se voi dite: “Il piccolo principe esiste davvero. La prova di questo è che è bellissimo, ride e ha voluto una pecora. Quando uno vuole una pecora è la prova che esiste”. Ecco, i grandi alzeranno le spalle e non crederanno alle vostre parole.
Ma se invece dite: “Il pianeta da dove è venuto è l’asteroide B 612”, allora crederanno che il piccolo principe è esistito.
LETTURA 3
Da Rodari, Favole al telefono GIACOMO DI CRISTALLO
Una volta, in una città lontana, venne al mondo un bambino trasparente. Attraverso le sue membra si poteva vedere come attraverso l’aria e l’acqua. Era di carne e d’ossa, e pareva di vetro, e se cadeva non andava in pezzi, ma al più si faceva sulla fronte un bernoccolo trasparente.
Si vedeva il suo cuore battere, si vedevano i suoi pensieri guizzare come pesci colorati nella loro vasca.
Una volta, per sbaglio, il bambino disse una bugia, e subito la gente potè vedere come una palla di fuoco dietro la sua fronte: ridisse la verità e la palla di fuoco si dissolse.
Per tutto il resto della sua vita non disse più bugie.
Un’altra volta un amico gli confidò un segreto, e subito tutti videro come una palla nera che rotolava senza pace nel suo petto, e il segreto non fu più tale.
Il bambino crebbe, divenne un giovanotto, poi un uomo, e ognuno poteva leggere nei suoi pensieri e indovinare le sue risposte, quando gli faceva una domanda, prima che aprisse bocca.
Si chiamava Giacomo, ma la gente lo chiamava “Giacomo di cristallo”, e gli voleva bene per la sua lealtà, e vicino a lui tutti diventavano gentili.
Purtroppo in quel paese salì al governo un feroce dittatore, e cominciò un periodo di prepotenze, di ingiustizie e di miseria per il popolo. Chi osava protestare spariva senza lasciare traccia. Chi si ribellava era fucilato. I poveri erano perseguitati, umiliati e offesi in cento modi.
La gente taceva e subiva, per timore delle conseguenze.
Ma Giacomo non poteva tacere. Anche se non apriva bocca, i suoi pensieri parlavano per lui: egli era trasparente e tutti leggevano dietro la suia fronte pensieri di sdegno e di condanna per le ingiustizie e le violenze del tiranno. Di nascosto, poi, la gente si ripeteva i pensieri di Giacomo e prendeva speranza.
Il tiranno fece arrestare Giacomo di cristallo e ordinò di gettarlo nella più buia prigione.
Ma allora successe una cosa straordinaria. I muri della cella in cui Giacomo era stato rinchiuso diventarono trasparenti, e dopo di loro anche i muri del carcere e infine anche le mura esterne. La gente che passava accanto alla prigione vedeva Giacomo seduto sul suo sgabello, come se anche la prigione fosse di cristallo, e continuava a leggere i suoi pensieri. Di notte la prigione spandeva intorno una grande luce e il tiranno nel suo palazzo faceva tirare tutte le tende per non vederla, ma non riusciva ugualmente a dormire. Giacomo di cristallo, anche in catene, era più forte di lui, perchè la verità è più forte di qualsiasi cosa, più luminosa del giorno, più terribile di un uragano.
DIALOGO 5 – UNA GITA
È lunedì, una nuova settimana comincia. Neil e Pat sono in un bar al centro della città.
- Ciao, Pat, come stai?
- Oh, ciao, Neil! Bene, grazie e tu?
- Non c’è male. Prendi qualcosa con me?
- Volentieri! Un cappuccino.
- Non mangi niente?
- La mattina mangio solo una mela.
(al cameriere) Un cappuccino e un caffè, per favore
- Ieri non sei venuta al centro.
- Infatti sono andata ad Assisi con Annette.
- Bellissima città. Ci sono stato due settimane fa.
- E tu che hai fatto?
- Niente di importante. Sono rimasto a Perugia. La mattina ho incontrato gli amici al centro; abbiamo parlato di sport, di politica, insomma del più e del meno. Nel pomeriggio ho dormito fino alle cinque.
- Annette e io siamo partite la mattina alle sette. Appena siamo arrivate, abbiamo visitato la basilica di San Francesco: gli affreschi di Giotto sono splendidi. Verso mezzogiorno siamo salite a piedi fino alla Rocca, ma con una fame!
- Avete trovato qualche ristorante a buon mercato?
- No, abbiamo pranzato al sacco. Più tardi siamo scese di nuovo in città, abbiamo girato un pò e prima di partire abbiamo comprato qualche souvenir.
- Avete passato una giornata interessante. La mia, al contrario, è stata noiosa: tutto il pomeriggio a casa, solo: ho scritto una lettera e ho ascoltato cassette con lo stereo.
Una gita
Neil e Pat, che frequentano un corso di italiano, ogni mattina, verso le otto e trenta, prima delle lezioni, sono al solito bar del centro per fare colazione.
Oggi è lunedì, una nuova settimana di studio comincia: i due amici sono al bar e parlano di come hanno passato il fine settimana.
Pat racconta che è stata ad Assisi; c’è andata con la sua amica Annette; ha visitato la città, le sue chiese, la Rocca e, prima di tornare, ha comprato qualche souvenir.
la sua è stata una giornata interessante; la giornata di Neil, al contrario, è stata piuttosto monotona e noiosa.
PASSATO PROSSIMO
Presente Passato
Oggi Paolo torna presto Ieri, invece, è tornato tardi
Di solito finisco di lavorare alle 5 Ieri, invece, ho finito alle 8
Ogni giorno vado in università a piedi Ieri sono andata in macchina
Di solito il treno parte in orario Questa mattina è partito in ritardo
PASSATO PROSSIMO = presente di AVERE o ESSERE + participio passato
Il participio passato (forme regolari)
verbi in -ARE verbi in -ERE verbi in -IRE
cambiARE vendERE finIRE
cambiATO vendUTO finITO
Molti verbi, soprattutto della seconda e alcuni della terza coniugazione, formano il participio passato in modo irregolare:
succedere successo |
Stamattina è successo un grave incidente in Via Verdi. |
|
chiudere |
chiuso |
Ho chiuso il cane in cucina |
leggere |
letto |
Но letto tutto il libro. |
vincere |
vinto |
La Roma ha vinto il campionato nel 1983. |
fare |
fatto |
Che cosa avete fatto ieri sera? |
scegliere |
scelto |
Che disco avete scelto? |
spegnere |
spento |
Avete spento la luce prima di uscire? |
sсrivеге |
scritto |
Но scritto а macchina una lettera. |
dire |
detto |
Che cosa ha detto quell’uomo? |
nascere |
nato |
La mamma di Anna è nata ad Atene. |
chiedere |
chiesto |
Mario ha chiesto scusa а Carla. |
rispondere |
risposto |
Hai risposto аllа lettera di Bruno? |
rimаnеге |
rimasto |
Sono rimasto а casa di Giulio fino а tardi. |
vedere |
visto (veduto) |
Avete visto (veduto) il film fino аllа fine? |
bere |
bevuto |
Ieri sera аbbiаmо bevuto tre bottiglie di vino |
vivere |
vissuto |
Lorenzo è vissuto due anni a Parigi. |
aprire |
aperto |
Perche non avete aperto la finestra? |
offrire |
offerto |
Il signor Rossi ha offerto la cena а tutti. |
morire |
morto |
Il padre di Carlo è morto in guerra. |
venire |
venuto |
Perchè non siete venuti dentro? |
mettere |
messo |
Ho messo già lo zucchero nel caffè |
spendere |
speso |
Hai speso molto per far riparare la macchina? |
prendere |
preso |
Chi ha preso il mio ombrello? |
scendere |
sceso |
Sono scesa in ascensore. |
perdere |
perso (perduto) |
Ho perso il passaporto |
accendere |
acceso |
Chi ha acceso il televisore? |
Hanno il passato prossimo formato da essere + participio passato:
а. Verbi di moto сhе presuppongono un punto di partenza о di arrivo, соmе ad es.:
- partire -- аrrivarе (giungere)
II treno è раrtitо da Bologna аllе nove ed è arrivato а Firenze аllе dieci е un quarto.
- andare -- venire
Domenica Piero ed io siaтo andati аllо stadio.
La signora Fede1i è venuta а casa nostra.
- tornare
Quando siete torпati da Parigi?
А сhе ora siete torпati а casa?
- entrare -- uscire .
Il dottor Sarti è entrato in ufficio аllе nove ed è uscito аllе due del pomeriggio.
- salire -- scendere
Luigi è salito аl quarto piano сon l'ascensore е dopo un ро' è sceso аl! pianoterra.
- cadere
Stanotte è caduta molta neve.
b. Alcuni verbi di stato in luogo, соmе: stare, rimanere, restare:
- Carla è stata а Londra l'estate passata.
- Luisa è riтasta а cena da Paola.
- Chi è restato а casa сon i bambini?
с. Alcuni verbi intransitivi, соmе ad es.:
essere Sei stato fortunato а trovare casa!
nascere Dov' è пato, professor Manetti?
morire Garibaldi è тorto neH'isola di Caprera.
succedere Сhе cosa è successo ieri?
costare Questo appartamento mi è costato un оссhiо della testa.
piacere Ti è piaciuta la commedia di ieri?
riuscire Paolo è riuscito а trovare un lavoro.
sembrare Luigi è seтbrato preoccupato anche а mе.
diventare Com’è diventato grande tuo fig1io!
Osservazione:
Gli avverbi sempre, mai, ancora, più, già, appena, anche stanno di solito tra l’ausiliare e il participio passato
DIALOGO 7 – UNA VISITA
Carlo Rossini si trova a Milano, grande città dell’Italia del nord, per lavoro. Si è sistemato in albergo. É qui da due giorni e alla fine di una giornata faticosa, fa una visita ad Alfredo, conosciuto durante il sevizio militare.
Dopo che si è riposato un pò, si alza, si lava, si veste e si prepara ad uscire.
In casa di Alfredo i due amici si siedono in salotto e si mettono a parlare.
- Ma che bella sorpresa! Da quanto tempo non ci vediamo! Ti ricordi quante belle chiacchierate abbiamo fatto insieme?
- Mi ricordo tutto.
- Hai rivisto qualcuno dei vecchi amici?
- No. Non ho rivisto nessuno fino ad oggi.
- Ma come mai sei qui a Milano? Quanto tempo ti fermi?
- Mi fermo due o tre giorni ancora: il tempo necessario per visitare la mostra di elettrodomestici che si è aperta ieri.
- Dunque ti occupi di elettrodomestici.
- Sì, la ditta dove lavoro si chiama Eldom e si è specializzata nella fabbricazione di piccoli elettrodomestici.
- Come ti trovi nella tua ditta?
- Mi trovo bene. Ho molto lavoro e non ho il tempo di annoiarmi.
- Ora dobbiamo organizzarci per la serata. Starai a cena da me e poi con mia moglie andremo a vedere le corse dei cavalli.
- Non mi intendo di corse di cavalli, ma sono sicuro che ci divertiremo.
