- •Verbo essere
- •Verbo avere
- •La strada (Claudio Chieffo) è bella la strada per chi cammina
- •Indicativo presente
- •Dire (dicere) bere (bevere) uscire salire
- •E penso a te (Lucio Battisti)
- •Possessivi
- •Verso casa
- •Canzoni
- •Il piccolo principe e l'astronomo
- •Verbi riflessivi
- •1. Tempo periodo
- •3. Orologio - che ora e`?
- •4. Minuto- secondo- attimo
- •5. Giorno - pomeriggio – oggi – ieri- domani
- •6. Notte - mattina - sera - 24 ore
- •7. Settimana
Verso casa
Andiamo in macchina verso il centro della città.
- Come trovi Roma?
- Bella, bellissima!
- Firenze è ancora più bella - dice Sandro, il fiorentino.
- Che chiesa grande! Non è San Pietro? Quanta gente!
- Cosa vuoi, Roma ha circa tre milioni di abitanti e poi ci sono tanti turisti e pellegrini.
- Quanto pensi di restare a Roma? - domanda Franco.
- Quando pensi di venire a Firenze? - chiede Sancro.
Non so cosa rispondere.
- Fra una settimana devo essere a Venezia, - dico.
La macchina si ferma. Scendiamo, entriamo in un grande portone, poi nell’ascensore. Tutto per me è nuovo, diverso.
Uscendo dall’ascensore devi chiudere bene la porta interna, altrimenti non funziona - dice Franco.
Ora siamo a casa di Franco.
Prima colazione
La mia stanza è piccola ma comoda. Franco mi lascia solo. Devo disfare i bagagli, fare la doccia. Ecco fatto.
- Sei stanco? - domanda Franco.
- No, - rispondo io - non sono affatto stanco.
- Bene, allora usciamo, facciamo un giro per il centro... Ma prima facciamo colazione.
- Sandro e Daniela dove sono?
- Lui è in cucina a preparare il caffè, lei è in salotto a leggere il giornale.
- Tu sei pronto?
- Ci metto dieci minuti.
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- Prego. Caffè, latte, burro, brioches calde, biscotti...
- E la colazione vera non la fate?
- Cosa vuol dire “colazione vera”? Questa è la tipica colazione italiana. Se vuoi, posso offrirti uno yogurt. Oppure vuoi una colazione all’inglese? Quella russa poi com’è?
- Ognuno la fa come gli pare. La mia è molto semplice: tè, pane, formaggio...
- Formaggio?
- Sì. Che c’è di strano? In Russia è perfettamente normale.
- In Italia nessuno mangia formaggio a colazione. Comunque, paese che vai, usanze che trovi...
- Vuoi un altro caffè?
- No, grazie. Posso fare una telefonata prima di uscire?
- Certo. Il telefono è di là.
- Devo telefonare a un collega che è sposato con una russa. Stanno a Milano, però. Le interurbane è meglio farle dopo le otto di sera, vero?
- Sì, ma se è urgente puoi telefonare anche subito.
- No, posso benissimo farlo stasera.
- Stasera ceniamo fuori, quindi torniamo tardi.
- Non importa, posso farlo anche domani.
- A pranzo ci sono i miei. Da molto tempo sentono parlare di te e ti vogliono proprio conoscere.
Un giro in città
- Oggi pomeriggio devo andare in ufficio: ho un lavoro urgente da fare...
- Posso fare quattro passi per la città da solo. Voglio cominciare a fare conoscenza con la vita quotidiana, con il traffico, con i negozi...
- Sei sicuro di non perderti?
- Per prima cosa voglio comprare una cartina di Roma. E poi io ho un buon senso dell’orientamento.
Esco in strada: il caldo sole della primavera romana invita a passeggiare. Il traffico è veramente caotico: macchine parcheggiate in doppia e terza fila rendono le vie ancora più strette. Cammino senza una meta precisa, ammirando le facciate dei palazzi barocchi, curioso nei negozi, guardo le vetrine, vagabondo per i vicoli dove le case hanno quel colore giallo-arancio tipico di Roma. Sbuco in una grandissima e splendida piazza. È piazza Navona, dalla forma ovale: nel centro una fantastica fontana con rocce, grotte, zampilli d’acqua e quattro enormi figure umane: la fontana dei Fiumi dello scultore e architetto Bernini. Di fronte c’è la facciata della chiesa di Santa Agnese, opera di Borromini, un altro grande architetto del Seicento italiano. Così leggo nella piccola guida di Roma che ho con me. La piazza è chiusa al traffico: è un luogo tranquillo di passeggio e di riposo. Prendo posto al tavolino di uno dei tanti bar e caffè. Arriva il cameriere:
- Desidera?
- Un gelato: panna, cioccolato e nocciola.
Le finestre dei piani più alti riflettono gli ultimi raggi del sole: è la magica ora del tramonto. È ora di tornare.
- Scusi, per andare in Via della Panetteria?
- Deve andare fino in fondo alla piazza, poi girare a destra: a 30 metri c’è la fermata dell’autobus. Deve prendere il 45 e scendere alla quinta fermata.
