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Punto. E virgola

Il punto si usa quando tra due frasi oppure due periodi c’è un’interruzione forte, o perché cambiano le cose dette su un determinato argomento, che generalmente è il soggetto (come accade nella parte b dell’esempio che segue, in cui il soggetto non è più l’Unione Europea, ma i suoi Stati membri); o perché cambiano le cose dette su quel soggetto (come accade nella parte a dell’esempio che segue, in cui il soggetto delle due frasi è sempre l’Unione Europea):

[a] L’Unione Europea (UE) è una famiglia di Paesi europei democratici che si sono impegnati a lavorare insieme per la pace e la prosperità. Non è uno Stato che si propone di sostituire gli Stati esistenti, ma è qualcosa di più rispetto alle altre organizzazioni internazionali. L’UE è infatti qualcosa di unico, [b] I suoi Stati membri hanno creato una serie di istituzioni comuni a cui delegano una parte della loro sovranità in modo che le decisioni su questioni specifiche di interesse comune possano essere prese democraticamente a livello europeo.

La virgola collega due parole o due frasi fra le quali c’è un’interruzione debole. Quindi si usa:

  • negli elenchi di nomi o aggettivi: «Ho comprato una camicia, una cravatta, un cappotto, una giacca»; «È una persona onesta, sincera, coraggiosa»;

  • per collegare due o più frasi prive di congiunzione: «Si alzò presto, si vestì in fretta, usci quando era ancora buio»;

  • prima di un’apposizione: «Berlino, la capitale della Germania»;

  • prima (ed eventualmente anche dopo) un vocativo: «Non dire così, Carla!»; «Carla, non dire così!»;

  • negli incisi di qualunque tipo (con questa funzione si possono anche usare, meno comunemente, i trattini e le parentesi tonde). L’inciso può essere costituito da una sola parola: «Le cose, tuttavia, stanno diversamente»; o da sequenze più complesse, anche frasi: «L’Italia, come tutti sanno, è una repubblica parlamentare»;

  • per dividere vari tipi di frasi subordinate, per esempio relative: «Isernia, che è la terza città del Molise, divenne capoluogo di provincia nel 1970»; temporali: «Quando arrivai a casa, non c’era nessuno»; concessive: «Alcuni protestavano, benché non ne avessero motivo»; ipotetiche: «Se sarà il caso, interverremo».

Punto e virgola

Il punto e virgola si usa quando tra due frasi c’è un’interruzione forte sul piano della forma (le frasi sono autonome e separate), ma non c’è interruzione forte sul piano del contenuto: ciò che viene detto dopo il punto e virgola è fortemente legato a ciò che è stato detto prima. Dato questo legame, il punto non sarebbe adatto, e si preferisce il punto e virgola. Guardate questo esempio, in cui Giuseppe Tornasi di Lampedusa descrive il protagonista del suo romanzo Il Gattopardo:

Non che fosse grasso: era soltanto immenso e fortissimo; la sua testa sfiorava (nelle case abitate dai comuni mortali) il rosone anteriore dei lampadari; le sue dita sapevano accartocciare come carta velina le monete da un ducato; e fra villa Salina e la bottega di un orefice era un frequente andirivieni per la riparazione di forchette e cucchiai che la sua contenuta ira, a tavola, gli faceva spesso piegare a cerchio.

Ogni frase ha, al centro, un argomento diverso (per esempio la testa o le dita del protagonista), ma tutte rinviano a un argomento comune (la sua prestanza fisica): non c’è interruzione sul piano del contenuto, sicché, per collegarle, si usa il punto e virgola, non il punto.

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