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Ipotesi (quelle col se)

A ogni modo, dopo questo pistolotto, ecco tutto quello che dovete sapere per costruire in modo grammaticalmente impeccabile un periodo ipotetico.

  1. Se l’ipotesi è reale (= esprime un fatto certo), bisogna usare l’indicativo sia nella frase che esprime la condizione (quella col se) sia nella frase che esprime la conseguenza:

Condizione Conseguenza

Se me lo assicuri, ci credo.

  1. Se l’ipotesi è possibile (= esprime un fatto che può accadere, ma che può anche non accadere), bisogna usare il congiuntivo imperfetto nella frase che esprime la condizione e il condizionale presente nella frase che esprime la conseguenza:

Condizione Conseguenza

Se facesse meno l’arrogante, sarebbe più simpatica.

  1. Se l’ipotesi è irreale (= esprime un fatto che non può accadere o che non è accaduto), bisogna usare il congiuntivo imperfetto o trapassato nella frase che esprime la condizione e il condizionale presente o passato nella frase che esprime la conseguenza. Congiuntivo imperfetto e condizionale presente si usano se l’ipotesi riguarda il presente, congiuntivo trapassato e condizionale passato se l’ipotesi riguarda il passato:

Condizione (presente)

Conseguenza (presente)

Se fossi milionario,

non sarei qui

Condizione (passata)

Conseguenza (presente)

Se avessi vinto al Superenalotto,

non sarei qui.

Condizione (passata)

Conseguenza (passata)

Se me lo avessi chiesto,

sarei arrivato prima.

Ecco uno schema riassuntivo:

CONDIZIONE

CONSEGUENZA

REALE

se + indicativo

indicativo

POSSIBILE

se + congiuntivo imperfetto

condizionale presente

IRREALE presente

PASSATO

se + congiuntivo imperfetto

se + congiuntivo trapassato

condizionale presente

condizionale passato

Ripetizioni sull’imperativo

Chi abbia bisogno di qualche ripetizione (è proprio il caso di dirlo) sull’imperativo deve assolutamente trovare il modo di farsi insultare da Vittorio Sgarbi, il più grande esperto d’imperativi attualmente in circolazione. In alcuni incontri memorabili, che hanno fatto la storia dell’educazione linguistica in televisione, Sgarbi col consueto aplomb spiega ad Alessandro Cecchi Paone come si usa l’imperativo di tacere ripetendogli per ventidue volte la parola taci, e a Paolo Guzzanti come si usa l’imperativo di vergognarsi ripetendogli per quindici volte la parola vergognati (navigare per credere: il relativo video è disponibile in YouTube). Dei due allievi, Guzzanti è sicuramente il più bravo: a differenza di Cecchi Paone, che difende le sue ragioni con pacatezza, Guzzanti capisce al volo la lezione di grammatica del professor Sgarbi e replica con una bella scarica d’imperativi frammisti ad altre gradevolezze: «Stai zitto»; «Ma piantala, buffone»; «Ma stai zitto»; «Vergògnati tu, falsario, buffone, cialtrone, miserabile, vigliacco, bugiardo».

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