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Congiuntivi giusti e discorsi sbagliati

Alla pagina seguente, in attesa della prossima finanziaria, vi metteremo a disposizione tutte le indicazioni utili a usare bene il congiuntivo senza badare a spese. Senza badare a spese, ma badando sempre a quello che si dice, perché si possono fare dichiarazioni ignobili anche mettendo i congiuntivi al loro posto.

«Come prevede un emendamento presentato dal ministro francese Eric Besson, in relazione al provvedimento attualmente in esame avanti l’Assemblea nazionale, ritengo che anche in Italia si debba giungere a sanzionare con l’espulsione l’attività di mendicità qualora svolta dai rom, come spessissimo accade, in maniera aggressiva e violenta» (Mario Borghezio, deputato al Parlamento Europeo, Io settembre 2010, a proposito dei rom).

«Basta con la sigla SPQR, Senatus Populusque Romanus. Io dico: sono porci questi romani [...]. Ho fatto solo una battuta, evidentemente reagiscono così perché hanno la coda di paglia. Noi pretendiamo di essere rispettati e di non essere depredati: se potessero ci porterebbero via anche i marciapiedi» (Umberto Bossi, deputato, 27 e 29 settembre 2010, a proposito dei romani).

«Fonderà un partito, speriamo che abbia già ordinato le kippah con le quali si presenteranno, perché di questo si tratta: chi ha tradito una volta tradisce sempre» (Antonio Ciarrapico, senatore della Repubblica, 29 settembre 2010, a proposito della visita di Gianfranco Fini in Israele).

Visto? La sintassi è salva, il rispetto della civiltà un po’ meno. Il riferimento alle kippah dell’onorevole Ciarrapico non merita commenti. Quanto alla sparata dell’Umberto, i romani si consolino, perché potranno sempre opporle la bonomia della risposta di Francesco Totti: «Ammiro Bossi per la sua personalità, spero che ne dia prova facendo questi bei discorsi su Roma e i romani anche davanti al Colosseo o sotto la Curva Sud». Complimenti, Francesco. Quel «dia» è un impeccabile congiuntivo. Alla faccia di chi dice che non sai l’italiano.

Quando è obbligatorio il congiuntivo?

Il congiuntivo è obbligatorio nelle frasi introdotte dalle parole o dalle espressioni che seguono:

  • a condizione che, ammesso che, a patto che, casomai, laddove, nell’eventualità che, ove, qualora, purché, sempreché (o sempre che). Introducono una frase che esprime una condizione, un’eventualità: «Casomai Claudia non fosse in casa, la cercheremo in ufficio»; «Ti presterò i soldi che mi hai chiesto, purché (oppure a patto che, a condizione che, sempre che) tu me li restituisca entro tre mesi»;

  • affinché (e l’ormai solo letterario o formale acciocché) introducono una frase che esprime uno scopo; con lo stesso valore si può usare anche la congiunzione perché, sempre seguita dal congiuntivo: «Ho voluto avvertirti in tempo, affinché (perché) tu sappia come regolarti»;

  • benché, malgrado, malgrado che, nonostante, nonostante che, per quanto, quantunque, sebbene, seppure. Introducono una frase che esprime un contrasto rispetto a ciò che si dice in un’altra frase: «Malgrado (per quanto) ci sia stato il terremoto, la gente ha preferito rimanere in casa»; «Nonostante (benché, per quanto, quantunque, sebbene) lo avessi avvertito, non ha voluto darmi retta»;

  • come se, quasi, quasi che, (come). Introducono una frase che indica un modo: «Quando l’ha incontrata l’ha guardata come se (quasi che) non l’avesse mai vista prima»; «Era in piena crisi d’ansia, quasi presagisse quello che stava per succedere»;

  • a meno che (non), eccetto che, fuorché, salvo che, tranne che. Introducono una frase che esprime un limite: «Ti aiuterò a meno che (eccetto che, fuorché, salvo che, tranne che) tu non voglia fare tutto da solo»; «Potevo immaginare tutto, fuorché (eccetto che, salvo che, tranne che) potesse far finta di non conoscermi»;

  • senza che. Introduce una frase che indica una mancanza: «Se n’è andato senza che nessuno ne sapesse niente»;

  • prima che. Introduce una frase che indica un tempo: «Bisogna intervenire prima che sia troppo tardi».

A conti fatti, se adoperate il congiuntivo dopo tutte le parole e le espressioni che abbiamo riportato in corsivo, non sbaglierete mai. Fidatevi: le nostre indicazioni sono più sicure delle previsioni di bilancio del ministro delle Finanze.

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