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Tu, lei, voi: pronomi per rivolgersi agli altri

In questa e nelle pagine che seguono ci occuperemo dei pronomi allocutivi. Non spaventatevi: «allocutivo» è solo un termine tecnico che indica il tu, il lei, il voi e le altre forme che si usano (o, in qualche caso, si usavano) per rivolgersi agli altri. Viene dal verbo adloquor, che in latino significava, per l’appunto, «rivolgere la parola», «parlare a qualcuno».

Il tu, che richiede il verbo alla seconda persona, è la forma più importante e diffusa di tutte: «Ciao, Carlo, come stai?»; «Tu esci con noi stasera?».

Fino a qualche generazione fa il tu si adoperava solo quando due persone erano in un rapporto di confidenza o di familiarità; oggi, invece, si tende a usarlo in tutte le situazioni informali, anche quando non ci sono né confidenza né familiarità, non solo fra i giovani (presso i quali l’uso del tu reciproco è da sempre la norma), ma anche fra gli adulti.

Il lei, che richiede il verbo alla terza persona, è la forma che si adopera in situazioni di estraneità o formalità: «Buongiorno, dottore. Telefonavo per sapere se lei questo pomeriggio è in studio». Attenzione. Come è ben noto, il lei si usa sia per rivolgersi a un uomo sia per rivolgersi a una donna. Eventuali nomi o aggettivi riferiti a questo lei andranno al maschile se ci si rivolge a un uomo, e al femminile se ci si rivolge a una donna: «Signor Giuseppe, so che lei è molto attento a questioni del genere»; «Signora Angela, so che lei è molto attenta a questioni del genere».

Veniamo al voi. Il voi da una parte è il plurale del tu, cioè la forma con cui ci rivolgiamo a più persone a cui diamo del tu: «Carlo, Marco, che fate? Voi uscite con noi, stasera?»; dall’altra oggi è usato anche come plurale del lei, cioè la forma con cui ci rivolgiamo a più persone a cui diamo del lei: «Buongiorno dottoressa, buongiorno dottore. Voi siete in studio questo pomeriggio?».

Loro

C’è poi una quarta forma da segnalare: loro. A rigor di grammatica, il vero plurale del lei dovrebbe essere il loro, e fino a qualche generazione fa, negli scambi formali, quando ci si rivolgeva a più persone a cui si dava del lei si doveva adoperare obbligatoriamente il loro.

Oggi questa forma non è scomparsa del tutto, ma è molto meno usata di prima, e quando è adoperata può creare un effetto di distanza o addirittura di straniamento in chi la sente usare. Esemplare, in proposito, la testimonianza di un certo Paolo che abbiamo trovato in Facebook: «Io avevo un Prof. all’Università famoso perché dava del loro agli studenti: il primo giorno di lezione ci voltammo tutti a guardarci perché non capivamo con chi stesse parlando...» (http://www.facebook.com/topic.php?uid=6447658107&topic=4576). A onor del vero (e dell’anonimo professore), il loro sopravvive nell’italiano ossequioso con cui il personale degli alberghi e dei ristoranti di lusso si rivolge ai clienti: «Loro fino a che giorno si trattengono?»; «Preferiscono una camera matrimoniale o una suite?»; «Che cosa gradiscono come antipasto?».

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