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Concordanza degli aggettivi

Gli aggettivi concordano con i nomi e si comportano come i nomi: un nome maschile singolare vuole un aggettivo maschile singolare (un ragazzo alto), un nome maschile plurale vuole un aggettivo maschile plurale (dei ragazzi alti), un nome femminile singolare vuole un aggettivo femminile singolare (una ragazza alta) e un nome femminile plurale vuole un aggettivo femminile plurale (delle ragazze alte). Se un aggettivo si riferisce a più nomi, bisogna distinguere:

  • se i nomi sono tutti maschili, l’aggettivo va al maschile plurale: «Abbiamo trovato un albergo e un ristorante economici»;

  • se i nomi sono tutti femminili, l’aggettivo va al femminile plurale: «Ho buttato via una pera e una mela marce»; se i nomi sono di genere diverso, di norma l’aggettivo va al maschile plurale: «un armadio e una sedia neri»; ma se l’ultimo nome della serie è femminile plurale l’aggettivo può concordare al femminile plurale. Quindi: «un armadio e due sedie nere» (oltre che: «un armadio e due sedie neri»).

Gli aggettivi invariabili, che non cambiano uscita

Gli aggettivi pari, dìspari e ìmpari, l’aggettivo arrosto e gli aggettivi di colore amaranto, blu, lilla, rosa, viola non cambiano nel genere e nel numero, qualunque sia il nome che accompagnano (perciò sono detti invariabili):

il pollo arrosto / i polli arrosto

il fiocco rosa / i fiocchi rosa

Gli aggettivi composti, che cambiano uscita a metà

Gli aggettivi composti sono dati dall’unione di due aggettivi. Sono aggettivi composti:

  • alcuni aggettivi che indicano i colori delle squadre di calcio: rosso-nero o rossonero, giallo-rosso o giallorosso;

  • alcuni aggettivi geografici ed etnici: emiliano-romagnolo, russo-tedesco;

  • alcuni aggettivi del linguaggio politico: liberaldemocratico (liberal[e] + democratico), socialdemocratico (social[ista] + democratico), eccetera.

Gli aggettivi composti formano il femminile e il plurale cambiando soltanto la desinenza del secondo elemento: rossonera:, rossoneri, rossonere; russo-tedesca, russo-tedeschi, russo-tedesche; socialdemocratica, socialdemocratici, socialdemocratiche.

Una bottiglia mezza piena o una bottiglia mezzo piena?

Anche mezzo può essere usato come primo elemento di un aggettivo composto: mezzo pieno, mezzo vuoto, mezzo matto. Nella formazione del femminile e del plurale la vocale finale di mezzo può rimanere invariata o può cambiare; cambia costantemente, come al solito, la vocale finale del secondo aggettivo:

Maschile

Singolare

Plurale

mezzo pieno

mezzo pieni

mezzo pieno

mezzi pieni

Femminile

Singolare

Plurale

mezzo piena

mezzo piene

mezza piena

mezze piene

Comparativi e superlativi irregolari

Buono, cattivo, grande e. piccolo hanno due comparativi e due superlativi, uno regolare e uno irregolare:

POSITIVO

COMPARATIVO

SUPERLATIVO

buono

più buono / migliore

buonissimo / ottimo

cattivo

più cattivo / peggiore

cattivissimo / pessimo

grande

più grande / maggiore

grandissimo / massimo

piccolo

più piccolo / minore

piccolissimo / minimo

Acre, celebre e integro hanno un superlativo che finisce in -èrrimo; aspro, misero, salùbre hanno due superlativi: in -èrrimo e in -issimo:

POSITIVO

COMPARATIVO

SUPERLATIVO

acre

più acre

acerrimo

celebre

più celebre

celeberrimo

integro

più integro

integerrimo

aspro

più aspro

asperrimo / asprissimo

misero

più misero

miserrimo / miserissimo

salubre

più salubre

saluberrimo / salubrissimo

Alcuni aggettivi non hanno il grado positivo, ma solo il comparativo e/o il superlativo. Il comparativo termina in -ore, mentre il superlativo (se esiste) termina in -mo:

POSITIVO

COMPARATIVO

SUPERLATIVO

anteriore = che è più avanti

posteriore = che è più dietro

inferiore = che è più in basso

infimo = che è molto in basso

POSITIVO

COMPARATIVO

SUPERLATIVO

superiore = che è più in alto

supremo e sommo = che è più in alto possibile

interiore = che è più dentro

intimo = che è più dentro possibile

esteriore = che è più fuori

estremo = che è alla fine

ulteriore = che è più al di là

ultimo = che è alla fine in assoluto

Completano il quadro altri due superlativi: primo (che è all’inizio) e prossimo (molto vicino, ma anche, semplicemente, vicino), che ha conservato il valore di superlativo che aveva già nella lingua latina.

Molto, tanto e poco non sono aggettivi qualificativi ma aggettivi indefiniti. Nonostante ciò, hanno il comparativo e/o il superlativo:

POSITIVO

COMPARATIVO

SUPERLATIVO

molto

più (invariabile)

moltissimo

tanto

tantissimo

poco

meno

tanto

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