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Il filo del discorso 115

Le congiunzioni più importanti 115

Le congiunzioni: come, quando e quanto usarle 117

Una «e» che non collega 117

Ed, &, e/o 117

Piuttosto che 118

Approfondimenti su ma 118

Ma, ma però e il Super-Io 119

Tu cioè 120

La preposizione 122

Le preposizioni e l’X-factor 122

Di, a 122

In, da, per, con 123

Su, tra, fra 124

Quindici dubbi sull’uso delle preposizioni 124

L’interiezione 127

Interiezioni ed esclamazioni 127

128

A Natalia e a Paolo, che ci accompagnano in tournée

Introduzione

Anche per questo libro abbiamo scelto un titolo che può essere letto in due modi: come un congiuntivo esortativo, per esprimere l’augurio che la grammatica viva e goda di buona salute, e come applauso alla grammatica della lingua italiana. L’applauso se lo merita non solo la grammatica, ma la nostra lingua, perché in questo millennio di vita ne ha passate di tutti i colori. Ma ha resistito, è diventata la lingua degli italiani, e con questo libro vogliamo festeggiarla a modo nostro, proprio nell’anno che celebra i 150 anni dell’unità della nazione. Di questa stessa lingua, che rappresenta - a parer nostro - il vincolo identitario più forte e realmente condiviso dagli italiani, si dice tutto il male possibile. Si sente ripetere spesso che è in pessima salute, che nessuno la sa usare in modo corretto, che i giovani non sanno né parlare né scrivere, che la grammatica non la conosce più nessuno. La grammatica. Ecco la parola innominabile e antipatica, perché evoca pagine polverose e noiose, fitte di regole ferree a volte inutili, a volte incomprensibili, che sembrano inventate apposta per far passare la voglia di imparare i meccanismi che regolano l’ingranaggio della lingua. E allora ci siamo detti: perché non scrivere una grammatica diversa da quella tradizionale, una grammatica divertente, che sappia raccontare e spiegare, attraverso esempi insoliti e curiosi, il perché e il percome delle regole? A proposito: la parola regola, se applicata a una lingua, ha due significati fondamentali: da una parte «precetto, indicazione utile per parlare o scrivere bene»; dall’altra «descrizione di come funziona la lingua». Raccogliere e illustrare le regole del primo tipo è proprio della grammatica normativa, mentre raccogliere e illustrare le regole del secondo tipo è proprio della grammatica descrittiva. Noi, come abbiamo dimostrato nei libri precedenti, e come potranno constatare i nuovi lettori, preferiamo le regole del secondo tipo: non quelle che prescrivono, ma quelle che descrivono come è fatta e come funziona la nostra lingua. Gli studenti all’università, i lettori, i telespettatori e gli ascoltatori radiofonici ci pongono continuamente dubbi grammaticali, che riguardano di volta in volta l’uso degli articoli, dei nomi, degli aggettivi, dei tempi e dei modi verbali, dei pronomi, degli avverbi, delle interiezioni. Insomma, dubbi relativi alle varie parti della grammatica. Da questo punto di vista abbiamo rispettato pienamente la tradizione, elencando le varie parti secondo lo schema in cui ogni grammatica che si rispetti è da sempre suddivisa. Abbiamo voluto rispondere alle domande e alle curiosità più comuni sui vari aspetti della nostra lingua non attraverso regole astratte ed esempi finti, ma servendoci di una documentazione originale e inedita, basata su casi provenienti dal giornalismo, dal cinema, dalle canzoni, dall’opera lirica, dalla pubblicità, dai discorsi politici, dalla televisione, dai fumetti, dai romanzi rosa, dalla letteratura, dalla poesia. Del resto, la nostra vuole essere una grammatica amichevole, che non metta soggezione, da leggere non tutta di séguito, ma scegliendo qua e là gli argomenti che interessano, per capire attraverso quale processo la nostra lingua è diventata quella che è. Proprio perché si tratta di un processo movimentato e avventuroso, a molte delle domande e a molti dei dubbi sull’uso corretto o sbagliato di una forma spesso siamo obbligati a rispondere: si può dire in tutti e due i modi. La regola è che non c’è una sola regola, e che le molte possibilità dipendono dalla storia complessa e stratificata del nostro bene culturale più prezioso: la lingua italiana. Per tutti questi motivi, dunque, viva l’italiano (e la sua grammatica).

GLI AUTORI

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