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доклад проректора Барийского университета.rtf
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Insomma l’arrivo di San Nicola a Bari, sulla linea Oriente-Occidente, è foriero di nuove grandi prospettive di cooperazione, di destini incrociati evidenti.

Tutto nasce dal mito di San Nicola che si fonda sulla realtà storica. In vita San Nicola ha predicato l’unità e l’universalità della Chiesa e del dogma, fino a schiaffeggiare (nella tradizione) chi non ci creda.

Egli si sposta verso Ovest, in una città-faro tra Oriente e occidente, Bari, a guardia di due imperi, per riunificare simbolicamente nella fede quanto le vicende storiche e politiche hanno separato nel tempo.

Simbolo del legame tra Oriente e Occidente, San Nicola contribuisce a ricreare il naturale ponte tra Oriente e Occidente. Egli è il coagulo di questa essenza, di un dialogo rinnovato, sulla via della tradizione del mondo classico, greco e romano.

San Nicola ci indica dunque che bisogna guardare avanti, rinnovarsi, ma senza mai smarrire la linea del passato, con i suoi modelli di incontro.

Con San Nicola, la due chiese, d’Oriente e d’Occidente, tornano alle origini, al momento dell’Unione, da salvaguardare ad ogni costo, pur tra mille difficoltà.

San Nicola è uomo d’azione. Esente da certi slanci mistici poco credibili, è uno di noi, è come noi va amato e considerato un vero amico.

Il giorno della festa del 6 dicembre, il clero russo canta:

Regola di fede e immagine di mansuetudine,

maestro di continenza

ti designò al tuo gregge

la verità dei fatti:

e invero con l’umiltà hai raggiunto le vette più eccelse,

con la povertà la vera ricchezza.

Padre Gerarca Nicola

prega Cristo Dio

di salvare le anime nostre

Per queste sue straordinarie qualità, San Nicola sempre unisce e mai divide, non è un santo locale ma un santo universale, di diversi mondi, ha la missione precisa di ricucire l’abbraccio tra l’Oriente e l’Occidente, tra Latini e Slavi.

Un altro antico innografo russo recita: “Ora tu, pastore del gregge di Cristo, sei stato mandato ad altre pecore, alle genti latine, affinché tutti vedano i tuoi prodigi”.

San Nicola è allora il santo dei Greci, dei Russi, dei Latini e dei Baresi.

Per questo, la regina di Polonia Bona Sforza, già duchessa di Bari, della celebre stirpe degli Sforza di Milano, dove avrebbe potuto trovare riposo eterno se non nella Basilica di San Nicola di Bari, per confermare un dialogo esemplare Oriente-Occidente? E non in un punto qualunque, ma dietro il Ciborio, al centro della parete che guarda il mare Adriatico e l’Europa orientale. Quasi una linea ideale che da Bari parte verso la Polonia, la Lituania e la Russia.

5. San Nicola simbolo dell’ecumenismo

Perché proprio dunque San Nicola è il simbolo del dialogo tra Oriente e Occidente?

La mia risposta è semplice e profonda. San Nicola appare come il segno dell’unità della storia. Il suo messaggio primario è quello dell’incontro e dell’unità.

Per questo è il santo che gode del più ampio spettro di protezione del gregge umano. A Oriente e a Occidente, a Nord e a Sud, tra Ortodossi e Cattolici, e in qualche caso persino tra i Musulmani, è il protettore dei marinai e dei mercanti, dei farmacisti e dei pescatori, degli studenti e dei bambini, delle ragazze povere e nubili, di principi e popolani, dei lupi e persino dei topi, delle imbarcazioni e delle cantine.

E’ infine protettore dell’acqua e del fuoco. Appare allora come il santo dei quattro elementi della filosofia greca: acqua, terra, aria, fuoco. E’ come se egli concentrasse l’intera filosofia greca, che a sua volta è un connubio di Oriente e di Occidente, di sacro e di profano.

Cos’altro è allora la santa Manna, il liquido miracoloso che sgorga dalle sue ossa, prima a Mira e poi a Bari, prelevata ogni anno durante i due giorni di festa, se non quella mitica acqua salvatrice, che aiuta l’uomo a redimersi e a trovare la giusta via?

Per questo a Bari esiste la lunga tradizione delle bottiglie della manna di San Nicola. Ogni famiglia ne possiede una, piccola o grande, talvolta un vero oggetto d’arte dipinto a mano dai grandi pittori.