Добавил:
Upload Опубликованный материал нарушает ваши авторские права? Сообщите нам.
Вуз: Предмет: Файл:
Grammatica_in_rima.docx
Скачиваний:
0
Добавлен:
01.07.2025
Размер:
46.51 Кб
Скачать

Gli articoli

Oh, gli ARTICOLI, le belle, operose particelle quando ai nomi le premetti sono come i chirichetti ed i nomi accompagnati meglio son determinati Vuoi vederli? Eccoli qua: singolare il lo e la ve ne sono poi altri tre, pel plurale: i, gli e le scrivi qunque il professore, la fontana, lo scultore e al plurale i professori, le fontane, gli scultori ecco qua sei scolaretti pronti a fare i chirichetti per poter un po’ giocare e gli articoli imparare or cantate intorno a me: il, lo, la, i, gli, le.

La è articolo gentile, per il nome femminile e non sbagliare non puoi mai, altro articolo non hai che a tal genere conviene, perciò LA va sempre bene metti LE poi al plurale, la cicala le cicale per maschili hai IL e LO, ora di essi ti dirò qual dovrai adoperare, senza tema di sbagliare quando il nome ha l’iniziale ESSE impura o una vocale o se ZETA ci vedrai, sempre LO tu metterai per esempio lo zampino, l’orologio, lo stanzino al plurale gli zampini, gli orologi, gli stanzini se poi vedi l’iniziale consonante e non vocale metti un IL bello e pulito, ed il nome è ben servito così scrivi il canarino, il pavone ed il tacchino al plurale i canarini, i pavoni ed i tacchini se lo zero non dirai, certamente zero avrai dice Andrea: “Voglio provare che li so adoperare l’ortolano, lo studente, lo scolaro ed il serpente poi lo zucchero e lo spillo, il leone e il coccodrillo poi lo zio ed ho finito, vedi ben che l’ho capito”.

Altri articoli son questi, ma più semplici e modesti UN ed UNO son maschili, UNA è sol pel femminile tre soltanto, meno male, e neppure hanno il plurale or li adopero: uno sciocco, una stella ed un balocco “Un balocco!” esclama Puccio “Quale quale, un cavalluccio? Uno schioppo? Un organino? Un pallone? Un bel teatrino? Preferisco una trombetta e una bella bicicletta” “Io vorrei, dice Giancarla “una bambola che parla”

L’aggettivo

L’AGGETTIVO è un arlecchino rosso, verde, blu, turchino esso al nome sempre dà una qualche qualità certo il nome non modifica, sol gli dona una qualifica se ti dicono educato, sei così qualificato babbo è serio ed operoso, bello è il giglio ed odoroso quei monelli son cattivi, guarda un po’ quanti aggettivi se per poco ti ci provi, Piero quanti tu ne trovi del maestro quali sono gli aggettivi? Bravo, buono della scuola di’ qualcosa, ora allegra ora noiosa.

L’aggettivo che qualifica, può subir qualche modifica che di GRADO può passare come fosse un militare primo grado è il positivo: buono, bello, aspro, cattivo questi esprimon solamente qualità semplicemente senza forme accrescitive e neppur diminuitive dice Arturo: “Ecco aggettivi tra i migliori positivi forte, svelto, laborioso, giusto, onesto, generoso” “Ed aggiungo” dice Ornella “buona, brava, saggia e bella”. Altro grdo d’aggettivo detto è poi COMPARATIVO

perchè fa comparazione sia tra cose che persone primo è quel di MAGGIORANZA: sei più brava di Costanza poi c’è quel di MINORANZA: sei meno altra di Speranza d’UGUAGLIANZA infin ti dico: sei alto tanto quanto Enrico così buona come Gemma, tanto vispa quanto Emma Se hai capito ora mi scrivi questi tre comparativi? ed io scrivo: “Io sì, di Checco son più alto, son più secco ma in compenso son di Rocco meno grullo e meno sciocco poi son tanto birichino, quanto Mario e quanto Gino così ho fatto maggioranza, minoranza ed uguaglianza”.

Or passiamo al grado altissimo, come dir generalissimo ecco qui il SUPERLATIVO, che è assoluto e relativo l’ASSOLUTO è facilissimo, basta aggiunger solo un issimo da una cara vien carissima, da una bella vien bellissima l’altro poi superlativo, quello detto relativo io lo formo in un baleno, premettendo il più o il meno così dico il più curioso, il meno alto, il più noioso dice Mimmo, un frugolino, della classe il più piccino “Sulla sedia faccio un salto, e di tutti son più alto ora tutti vi sorpasso e vi guardo d’alto in basso!”

Quanti grandi che tu vedi, han la sedia sotto i piedi.

POSSESSIVI, da possesso, son di corsa giunti adesso stai attento, io te li mostro: mio tuo suo e nostro e vostro poi c’è loro e niente più, su ripetili ora tu tutti questi son maschili, ci son poi i femminili e ciascuno, è naturale, è fornito di plurale nello scritto che farai,  tutti tu li segnerai ma un esempio è ben ch’io dica, per ridurti la fatica il mio libro, i miei strumenti, la mia zia, le mie parenti la nostra arte, i nostri cuori, le nostre ansie, i vostri errori poi c’è loro, ch’è invariabile, così dico il loro stabile come dico i loro figli, le loro armi, i loro artigli. Dice Luca assai mordace: “Possessivo, sì mi piace! La mia casa che non ho, i tuoi campi non li so i miei libri li ho prestati e nessun me li ha ridati e così da possessivi, son passati donativi.

Salutiamo i nuovi arrivi, gli aggettivi INDICATIVI Ora di essi io fo appello: questo c’è, codesto e quello ci son pure stesso e tale, e medesimo, altro, quale questa è cosa accanto a me, e codesta accanto a te quella cosa in verità, da noi due lontana sta.

Ora giungono graditi gli aggettivi INDEFINITI essi esprimono si sa, una incerta qualità e per questo son chiamati altresì indeterminati poco, tanto, altro, ciascuno, molto troppo ogni nessuno qualche alcuno tutto alquanto, e parecchio ed altettanto ce ne son degli altri ancora, ma fermiamoci per ora.

Nella scuola quanti siamo? Per saperlo ci contiamo un due tre… sei sette otto…, diciassette poi diciotto due alunni sono assenti, in totale siamo venti ecco i numeri segnati, aggettivi son chiamati AGGETTIVI NUMERALI ed aggiungi CARDINALI.

Ordinato è il buon Lindoro, nelle cose e nel lavoro un alunno sì ordinato, studia meglio ed è lodato la sorella sua Simona, è il disordine in persona e il disordine bel bello, passa pure al suo cervello le famiglie e scuole e stati, voglion essere ordinati or per l’ordine io prescrivo l’AGGETTIVO ORDINATIVO Claudio è il primo della fila, tiene in mano lui la pila il secondo è poi Pierino, Carlo il terzo, quarto Gino Leo il quinto e poi Ernesto, se non sbaglio, è proprio sesto ma chi è l’ultimo lo so, quel simpatico Totò ora i bimbi qui chiamati, sono tutti già ordinati ecco dunque gli aggettivi numerali ordinativi scatta e dice ora Totò “Che son ultimo lo so tu però nell’ordinare, puoi dall’ultimo iniziare ecco allora in un momento, io primissimo divento”

Соседние файлы в предмете [НЕСОРТИРОВАННОЕ]