- •A domanda teorica traduzione dei modi di dire e locuzioni idiomatiche
- •Traduzione della metafora
- •I. “Teatro giornale”
- •II. Європа допоможе Україні стерилізувати безпритульних тварин
- •I traduzione a vista
- •Українці не хочуть бачити безпритульних тварин, але й проти убивств – лікар із «Чотирьох лап»
Traduzione della metafora
Un primo aspetto da considerare concerne la sempre insoddisfacente e insoluta questione della definizione di questa figura retorica. Metafora è il ricorso a un nome d'altro tipo, trasferibile o dal genere a una specie, o dalla specie al genere, o da specie a specie, o in rapporto analogico.
Ci riferiamo ad U. Eco, che ha affrontato il problema più volte dal punto di vista semiotico; a Greimas e Courtés, attenti al ruolo e al funzionamento della metafora a livello semiotico; ad Arcaini, che sottolinea l'intenzione comunicativa della metafora. Infatti, da un lato, afferma che se l'autore sceglie un dato termine, lo fa perché vuole dire qualcosa di più; dall'altro, fa notare che "il lettore-storico coglie precisamente quel più che gli consente l'interpretazione.
Infine, pensiamo a Lakoff e Johnson, l'uno linguista, l'altro filosofo, che hanno segnato una svolta nello studio del problema della metafora. Entrambi rifiutano, infatti, l'impostazione che la considera come puro ornamento del discorso, come abbellimento della forma, e dimostrano come invece sia, soprattutto, una forma di pensiero, un meccanismo fondamentale del nostro linguaggio quotidiano e del nostro funzionamento cognitivo. Si pone qui il problema della traducibilità di questo tropo. Inutile ricordare che le opinioni sono diverse. A titolo esemplificativo citiamo solo alcuni tra i più significativi esponenti delle diverse linee di tendenza.
Nida, Vinay e Darbelnet, Dagut sembrano arrivare alla conclusione che, nella sua essenza, questa figura sia intraducibile. Dagut va oltre. Infatti, già nel '76 aveva affermato che la metafora non è un fenomeno esclusivamente letterario ma è presente nel linguaggio quotidiano. Lo stesso Dagut ritiene che la metafora sia una incongruenza.
Nel gruppo di studiosi, che sostiene lo scopo comunicativo della metafora e che ritiene debba essere studiata a parte, a titolo esemplificativo, vanno segnalati Newmark, Rabadán, V. Ayora.
Come Lakoff e Johnson, anche Newmark, nel suo ormai classico testo “La traduzione: problemi e metodi”, ritiene che la metafora non sia prerogativa del linguaggio letterario; sottolinea inoltre che è importante affrontare il problema della traduzione in relazione ai diversi tipi di testo e che il traduttore / interprete debba scegliere, e soprattutto capire, in base al contesto situazionale emotivo, se sia meglio una traduzione semantica (più precisa, più vicina alla cultura originale, alle intenzioni dell'autore, in un certo senso più oggettiva), o una traduzione comunicativa (certamente più efficace, che rivolge l'attenzione alla cultura della lingua di arrivo, ma soggettiva). In altre parole, la decisione relativa al tipo di traduzione / interpretazione da effettuare dipende dal testo che si ha davanti e dal polisistema di arrivo.
Rabadán, nel suo esaustivo volume dedicato alla traduzione, “Equivalencia y traducción”, ritiene che non si può parlare di intraducibilità ma di inequivalenza. Infatti, per lei si tratta di inequivalenza interlinguistica. Ma, così come non esiste l'equivalenza assoluta non esiste nemmeno l'inequivalenza totale. Importante elemento da tener presente nella traduzione è la contestualizzazione della metafora, indispensabile per calibrarne la traducibilità.
Partendo dall'idea che la metafora si basi su una rottura della norma, Vázquez Ayora propone modi di tradurla che fanno capo alla modulazione e all'equivalenza.
Una prima riflessione che emerge dalla lettura degli esempi, anche se superficiale, riconduce immediatamente a Lakoff e Johnson per due motivi. In primo luogo, per il fatto che la gran quantità di metafore presenti nel linguaggio economico sembra dar ragione ai due studiosi i quali ritengono che la maggior parte del nostro sistema concettuale sia di natura metaforica.
In secondo luogo, perché non possiamo non condividere la loro esemplificativa categorizzazione quando sosteniamo, per esempio, che "[...] i concetti impiegati nelle definizioni metaforiche corrispondono a tipi naturali di esperienza. Sulla base dei concetti definiti dalle metafore finora esaminate, i seguenti sarebbero esempi di concetti connessi con tipi naturali di esperienza, nella nostra cultura: AMORE, TEMPO, COMPRENSIONE, DISCUSSIONE, LAVORO, FELICITÀ, SALUTE, CONTROLLO.
Infatti, nel caso del corpus preso in considerazione, la fantasia non manca in quanto i concetti "definiti dalle metafore" vanno dalla "discussione" ali' "amore", dalla "salute" ali' "alimentazione", dal 'viaggio" al "clima", dalla "religione" al "mito", "al tempo".
La metafora concettuale "LA DISCUSSIONE È UNA GUERRA” riflessa in una grande varietà di espressioni quotidiane" è quella di gran lunga più numerosa, quella che troviamo indistintamente nella nostra cultura.
Per esemplificare, basti citare qualche titolo, tra i tanti, in cui il termine guerra appare, sia esplicitamente, sia in modo implicito:
Caccia all’Euro (27/12/98); La guerra per Gucci (28/3/99); Presidente sul Cavallo di Troia (30/1/2000); La revoluzione digitale cambia la strategia (27/2/2000).
Al secondo posto, gli esempi della metafora sulla SALUTE che possiamo raggruppare con quella riferita al concetto "LE IDEE SONO CIBI". Il campo semantico della medicina, ovviamente non quello specialistico ma quello di uso comune, viene applicato al linguaggio dell'economia con successo data la ricorrenza di certi termini.
Un'espressione piuttosto comune è godere della buona salute che appare in svariati ambiti, come per esempio, Wall Street supera la febbre invernale (1/11/1998); Contagio. Il gran problema per la Borsa.
Al terzo posto, in ordine di frequenza,la metafora del “VIAGGIO”, che può essere in macchina, in aereo, in nave, ma anche in treno: Francia, la 'locomotiva' economica di Europa (16/4/2000), Brasile naviga nelle acque (17/10/99); Libia nella zona della turbolenza (30/5/99);
Per quanto riguarda la traducibilità della metafora, ve ne sono alcune varianti la cui traduzione semantica può essere accettata senza timore di fraintendimenti. Nel caso di Cavallo di Troia, per il lettore ucraino che legge in traduzione il titolo Троянський кінь è lo stesso. Recepisce, infatti, esattamente il senso che la metafora italiana vuole dare al testo, cioè vittoria o sconfitta causata da un infiltrato, in quanto le basi culturali urnanistiche italiane e ucraine sono le stesse.
Se traducessimo però Cavallo di Troia con infiltrato, si perderebbe la connotazione mitologica con tutto il bagaglio di evocazioni che provoca nel lettore.
Fin qui la traduzione non sembra destare particolari problemi. Ma se prendiamo la metafora bara fiscale, sorge il problema di rendere adeguatamente non solo il senso del testo, ma anche cercare di ricreare per il lettore ucraino lo stesso impatto che riceve quello italiano nell'associare la bara a un termine economico. Il che non è facile, e forse neanche possibile.
Anche se per tradurre questa unità di significato bisogna prima capirne il senso e cercare di riprodurlo globalmente, si possono, però, prendere in considerazione i termini separatamente per cercare di arrivare ad una adeguata traduzione ucraina dell'insieme. Cioè, se il termine italiano bara significa “cassa da morto”, quando si aggiunge il termine fiscale ci troviamo di fronte a un modismo che assume il significato di " società con bilancio in perdita che, una volta acquisita da altra società con bilancio in attivo, consente a quest'ultima di eludere il fisco”.
Riassumendo, possiamo dire che figura retorica (metafora) è parte integrante del nostro pensiero, delle nostre azioni, del nostro linguaggio - e quella propria del contesto a cui si riferisce; dall'altro, il polisistema culturale, entra a far parte di un linguaggio, appunto quello economico, politico, sociale e insomma culturale che di per sé indica una dura realtà umana. Ma in fondo, forse parte della risposta relativa all'uso di questa figura retorica definita anche "la regina delle figure", viene data da Lakoff e Johnson quando ci dicono che: "Usare le parole metaforicamente significa usarle in senso improprio, suscitare l'immaginazione e quindi le emozioni ed essere così sospinti lontano dalla verità e verso l'illusione. La metafora è quindi razionalità immaginativa".
2. Traducete in ucraino prestanto attenzione al significato metaforico dell’aggettivo:
un umore nero, un vestito nero; un cancello chiuso, un carattere chiuso; una bevanda dolce, un carattere dolce; il sole malato, un ragazzo malato; il lato sinistro, uno sguardo sinistro; un treno fermo, un carattere fermo; una tovaglia bianca, una notte bianca; un guadagno magro, una magra soddisfazione, un ragazzo magro.
3. Traducete le frasi in ucraino, prestando attenzione che una frase ha un valore letterale, un’altra – metaforico:
1. Ha attraversato il deserto del Sahara. – A Roma d’agosto c’è il deserto. 2. La famiglia è un’oasi di pace. – Abbiamo visitato l’oasi di Bolgheri. 3. Non pestate la coda al gatto. – La vicenda ebbe una coda giudiziaria. 4. Non mi fido: hanno gonfiato le cifre. – Abbiamo gonfiato il canotto. 5. Mi hanno fatto pagare una multa salata. – L’acqua del mare è salata. 6. Abbiamo atteso il tramonto del sole. – È triste il tramonto di tutte le mie speranze. 7. Quella casa è il frutto del suo lavoro. – La mela è il frutto che preferisco. 8. Ho trovato un tesoro scavando in giardino. – Il tuo bambino è un tesoro. 9. Ha divorato il libro in poche ore. – Ha divorato due piatti di spaghetti. 10. Non è facile digerire i peperoni. – Non riesco a digerire quella offesa.
C
RIPASSO
LESSICALE
Traducete i nomi degli animali in italiano:
жаба, черепаха, крокодил, ящірка, слон, зебра, верблюд, жирафа, олень, шимпанзе, кріт, їжак, заєць, кролик, миша, лев, лис, вовк, тигр, ведмідь, шакал, корова, теля, кінь, козел, вівця, ягня, свиня, гусак, індик, лебідь, голуб, курка, півень, сокіл, орел, лелека, ластівка.
Traducete i nomi degli animali in ucraino:
cameleonte, ippopotamo, cinghiale, gazzella, alce, castoro, ghiro, lince, pipistrello, scoiattolo, tasso, foca, balena, orca, puzzola, visone, bue / toro, bufalo, asino, mulo, capra, montone, anatra, pavone, pulcino, sparviero, civetta, struzzo, passero.
T
raducete
i modi di dire con i nomi degli animali:
Leone. Il re degli animali è aggressivo e coraggioso: una persona può combattere e difendersi come un leone, e ci si può anche sentire come un leone (ma qualche volta come un leone in gabbia).
L
epre.
La lepre corre e scappa: si può quindi correre
come una lepre
e soprattutto scappare
a gambe levate come una lepre.
Mano frequente è invitare
la lepre a correre,
come dire invitare a nozze, chiedere a qualcuno di fare cose che gli
sono molto gradite.
Lince. Occhio di lince lo diciamo a chi vede lontano: in particolar modo a chi intuisce la verità da qualche debole segnale.
Lumaca.
Chiocciola.
Chi va piano va sano e va lontano, ma lento
come una lumaca
è forse un po' troppo lento. Il sinonimo chiocciola
si usa per indicare una scala con una forma simile a questo animale.
Chiocciola è anche il segno che si usa nelle e-mail: @.
L
upo.
Da
lupo
significa terribile
e posso perciò avere una fame
da lupo
o dire che c'è un tempo
da lupi.
Posso anche mangiare
come un lupo
(moltissimo), ma soprattutto devo ricordare che chi
pecora si fa lupo se lo mangia.
In
bocca al lupo
è un augurio che porta fortuna (prima di un esame per esempio); si
risponde crepi
il lupo!
Essere
un agnello tra i lupi
o cacciarsi
nella tana del lupo
non conviene, ed è bene non gridare al
lupo al lupo!
se non c'è un pericolo reale. Si sa che il
lupo perde il pelo ma non il vizio.
Un
esperto navigatore invece è
un lupo
di mare.
M
aiale.
Porco.
Come
un maiale (o come un porco)
non è mai un gran complimento: mangiare,
comportarsi come un maiale;
essere,
sembrare un porco
- be', non è molto elegante.
Cani
e porci
significa tutti, indistintamente, senza selezione (oggi una laurea la
prendono cani e porci); gettare
le perle ai porci
significa dare qualcosa di buono a chi non lo merita o non sa
apprezzare. Fare
i propri porci comodi
significa comportarsi secondo i propri interessi senza pensare agli
altri.
M
osca.
Non
voglio fare di una mosca un elefante:
ma se mi
salta la mosca al naso
(se mi innervosisco) voglio il silenzio assoluto, non
voglio sentire volare una mosca!
Capito? Zitto
e mosca!
Io non
farei male neanche a una mosca
(e certo non sono una mosca bianca), ma mi dispiace se lavoro
tanto e poi
resto con in mano un pugno di mosche.
E ho sempre tanto sonno: mi deve
avere punto la mosca tze-tze.
M
ucca.
Vacca.
Poco usato il termine "mucca" nel parlato. Mentre il
sinonimo vacca,
terribilmente offensivo se rivolto a una donna (significa prostituta,
grassa, sguaiata), si usa nell'espressione andare
/ mandare in vacca:
vuol dire mandare a monte un progetto, non avere nessun risultato,
andare a vuoto: quella mia idea di andare in vacanza in India
purtroppo è andata in vacca!
Mulo. Testardo come un mulo è un modo di dire assai frequente. Ma anche essere un mulo, non solo nel senso di testardo e ostinato, ma anche nel senso di una persona che lavora instancabilmente senza fermarsi mai fino a che il suo compito non è terminato.
Oca. Essere un'oca significa invece essere irrimediabilmente stupida. La pelle d'oca invece può venire per il freddo o per una emozione.
O
rso.
Un
orso
è una persona che ama stare a casa sua, fra le sue cose, poco
disponibile alla vita di società. Non si tratta di essere asociale,
ma solo un po' "pantofolaio" e poco incline al divertimento
di massa (l'orso, si sa, passa molto tempo nella sua caverna a
dormire). Comunque non dimenticate: non
bisogna mai vendere la pelle dell'orso prima di averlo preso!
Ostrica.
Attaccato
come un'ostrica:
le ostriche infatti sono attaccate agli scogli e se qualcuno sta
attaccato a noi allo stesso modo... be', normalmente abbiamo voglia
di liberarcene.
P
antera.
La pantera è bella, elegante, affascinante, un po' esibizionista,
aggressiva e pericolosa. Se diciamo pantera
a una donna intendiamo dire che non fa niente per nascondere di
essere una "mangiauomini".
P
avone.
Il pavone esibisce tutta la sua bellezza mostrando la coda aperta:
fare
il pavone,
o pavoneggiarsi, significa perciò vantarsi di qualcosa, mostrare il
proprio orgoglio.
Non bisogna però farsi
belli con le penne del pavone:
questo significa infatti prendersi dei meriti che non appartengono a
noi, vantarsi di qualcosa che ha fatto un altro.
P
ecora.
La
pecora nera
è invece l'elemento diverso all'interno di un gruppo (generalmente
in senso negativo, ma più spesso in modo ironico: nella mia famiglia
sono tutti commercianti. Io ho studiato filosofia, sono la pecora
nera). La
pecorella smarrita
(nel linguaggio religioso) è chi ha perso la via del bene. E sarà
opportuno che ritorni all'ovile. Contiamo
le pecore
per addormentarci, chi
pecora si fa lupo se lo mangia,
ma soprattutto guardate le nuvole: cielo
a pecorelle acqua a catinelle!
Pesce. Se devo chiedere pietà farò gli occhi da pesce fradicio, se devo essere neutrale fra due posizioni farò il pesce in barile, se devo stare zitto sarò muto come un pesce, se mi chiedono come sto dico che sono sano come un pesce. In una discoteca mi sento come un pesce fuor d'acqua, se non so che decisione adottare dico che non so che pesci prendere. Non mi piace essere maltrattato, cioè preso a pesci in faccia; e non mi piacciono le persone senza carattere, quelle che non sono né carne né pesce. Se in un ufficio qualcosa non funziona mi ricordo sempre che il pesce puzza dalla testa e, a proposito di puzza, l'ospite è come il pesce: dopo tre giorni puzza. Il pesce grosso, si sa, mangia il pesce piccolo e la polizia qualche volta arresta i pesci piccoli perché i grossi stanno sul fondo. Comunque chi dorme non piglia pesci. E questo non è un pesce d'aprile.
P
iccione.
Due piccioni (o meglio due
piccioncini)
sono due innamorati che si guardano teneramente o si scambiano
effusioni. Il loro modo di dirsi dolci parole d'amore e di
amoreggiare si definisce appunto tubare
come piccioni.
Prendere
due piccioni con una fava
significa invece ottenere due risultati da un'unica azione.
S
erpente.
Un serpente è traditore ed è sempre pronto ad attaccarti alle
spalle, quando meno te lo aspetti. Quindi è meglio non
scendere nella fossa dei serpenti
ed è anche bene non
fidarsi di chi cambia pelle come un serpente.
S
pugna.
Se sei uno che beve
come una spugna
sei uno che ama parecchio l'alcool.
T
alpa
Essere una talpa
significa vederci pochissimo. Ma nel linguaggio
politico o spionistico la talpa è anche un informatore infiltrato in
un gruppo per carpire informazioni: Nessuno al di fuori della polizia
sapeva che stanotte dovevano arrestare il boss mafioso. Se lui è
scappato è chiaro che fra i poliziotti deve esserci una talpa.
Tartaruga. Lento come una tartaruga è un modo di dire frequente. Ma anche essere una tartaruga nel senso di chiuso in una corazza, difficile da far venire fuori, introverso.
T
igre.
Usiamo l'appellativo tigre ironicamente, per incoraggiare qualcuno
che deve fare qualcosa di difficile (devi fare l'esame di guida? Vai
tigre,
e dimostra chi sei!)
Cavalcare
la tigre
significa sfruttare una situazione di rivolta o di malcontento
generale per trarne un vantaggio personale.
T
opo.
Sorcio.
Un
topo da biblioteca
è uno studioso appassionato di libri; un topo d'auto, d'appartamento
o d'albergo è invece un ladro che ruba nelle auto, negli alberghi o
negli appartamenti. Se per un piccolo problema ho una reazione
esagerata si dice che ho
fatto di un topolino una montagna.
Quando invece dopo grandi traumi e conflitti abbiamo un modesto
cambiamento della situazione si dice che la
montagna ha partorito un topolino.
Far vedere
i sorci verdi a qualcuno
significa punirlo aspramente. E poi si sa: quando
il gatto non c'è i topi ballano.
Toro. Prendere il toro per le corna vuol dire affrontare una situazione di petto, senza compromessi. Tagliare la testa al toro prendere una decisione risolutiva, drastica. Evidentemente non si può cavare latte dal toro. Essere un toro o un torello significa infine essere forte e resistente.
V
olpe.
La volpe è il simbolo dell'astuzia più arguta e della furbizia.
Vecchia
volpe!
diciamo a un amico capace di trovare sempre una soluzione ai problemi
più complicati (ma lo diciamo anche ironicamente a chi si è
mostrato particolarmente ingenuo).
A
gnello.
L'agnello è mite e buono. Possiamo chiamare affettuosamente agnello
o agnellino
un bambino. Per un adulto essere un agnello invece non è
necessariamente un complimento. L'agnello
sacrificale
è quello che si uccide a Pasqua. E diffidiamo del lupo
che si fa agnello.
A Roma, specialmente a Pasqua, si mangia l'abbacchio
(agnello):
e essere
abbacchiato
significa essere un po' depresso, come l'abbacchio che sa bene quale
fine lo aspetta.
Allocco. Essere un allocco significa essere così ingenuo da arrivare quasi alla stupidità: molti maghi, chiaroveggenti, venditori di amuleti e talismani diventano ricchi perché molti allocchi credono alle loro stupidaggini.
A
nguilla.
L'anguilla è un pesce d'acqua dolce, lungo e viscido. La sua
caratteristica è quella di essere sfuggente. Così di una persona
che sfugge, che non riusciamo a controllare o a portare sul nostro
piano di discorso, diciamo "Inutile parlare con lui di questo
argomento: è un'anguilla".
A
quila.
Certamente è l'uccello più nobile e "importante". E vede
lontano. Quando diciamo di una persona che non
è un'aquila,
intendiamo dire che non è particolarmente intelligente o intuitiva,
un po' dura di comprendonio.
A
sino.
Fra i modi di dire, avere
la bellezza dell'asino,
cioè la gioventù (anche un asino, da giovane è bello). E
l'esclamazione: Qui
casca l'asino!
che significa "adesso viene fuori la contraddizione, questo è
il punto debole di un argomento". Comunque sempre meglio
un asino vivo che un dottore morto,
certamente, e eventualmente siamo anche disposti a credere
a un asino che vola.
A
vvoltoio.
Essere
un avvoltoio
significa approfittare vigliaccamente di una situazione di disgrazia
dell'altro: Quando quella industria stava per fallire molti avvoltoi
si sono fatti avanti per comprarla a prezzi bassissimi.
B
alena.
La
balena
è il simbolo dell'animale di grosse dimensioni (diventare una balena
= ingrassare). La
Balena Bianca
però non è solo Moby Dick: in politica è un modo per chiamare il
vecchio partito della Democrazia Cristiana, partito politico di
grosse dimensioni e con qualche problema di agilità dovuto proprio
al suo peso.
Bue. Il popolo bue è la massa che non capisce niente e crede a tutto. Il bue che dice cornuto all'asino è chi vede i difetti degli altri senza rendersi conto dei propri. Comunque è sempre bene non mettere il carro davanti ai buoi ed è inutile chiudere la stalla quando i buoi sono scappati. E a dispetto delle società multietniche: donne e buoi dei paesi tuoi!
C
ane.
Fedele
come un cane
è indice di poca autonomia. Morire
come un cane
significa anche da
solo come un cane.
Essere
come cane e gatto
è
uguale a non potersi sopportare. Se chiacchiero senza arrivare al
punto si dirà che sto
menando il can per l'aia,
e se mi comporto male potrei anche essere figlio
di un cane.
Ma meglio non
svegliare il can che dorme.
Si dice cane
anche
a un cattivo attore o a un cattivo cantante.
Un
cane sciolto
è chi non appartiene a nessun gruppo o lobby:
L'aria da cane
bastonato
è invece indice di sofferenza. In generale, da
cani
è qualcosa di negativo: vita
da cani, lavorare da cane, trattare da cane,
è simile a non
augurare qualcosa nemmeno a un cane.
E oggi fa
un freddo cane!
C
avaletta.
Nella Bibbia si parla di un terribile flagello: "l'invasione
delle cavallette".
Le cavallette sono tantissime, occupano uno spazio e lo distruggono.
Ieri
sera ho fatto una festa a casa mia e, mamma mia! Sono arrivate le
cavallette! Nel frigorifero non mi è rimasto neanche un uovo!
Cavallo. Essere a cavallo, lanciato bene in una impresa, avere una febbre da cavallo, altissima, dormire in piedi come i cavalli, non accorgersi di niente. Il mio cavallo di battaglia è invece il mio punto di forza. Correre o saltare la cavallina è gustarsi senza freno i piaceri della vita; e a caval donato non si guarda in bocca.
C
avia.
Animaletto da laboratorio che si usa negli esperimenti.
Se venite a cena da me cucinerò per la prima volta il pollo alle
mele. Sarete le mie cavie (e non so se sopravviverete, naturalmente).
C
imice.
Essere
una cimice
è come essere un piccolo fastidioso parassita. Per le sue dimensioni
si chiama anche cimice il piccolo marchingegno elettronico che serve
per spiare un ambiente o un telefono.
Civetta. Fare la civetta o civettare: significa che una donna fa qualcosa per mettersi in mostra e essere corteggiata. Attenzione, è ben diverso dall'essere un'oca. La civetta non è stupida: semplicemente desidera farsi amare. L'auto-civetta della polizia è invece una normale automobile usata dai poliziotti per non farsi riconoscere.
E
lefante.
L'elefante è grosso, non c'è dubbio. Eppure la sua caratteristica
non è tanto quella di essere di grosse dimensioni, quanto
soprattutto quella di essere "maldestro": un
elefante in un negozio di cristalli
per
esempio difficilmente riuscirа
ad evitare qualche catastrofe. Ma di più: maldestro anche in senso
figurato. Avere
un tatto da elefante
significa mancare di diplomazia, di delicatezza nel parlare, una
memoria da elefante
è invece una buona memoria.
Gatto. Se siamo in pochi diciamo che siamo in quattro gatti; se abbiamo qualcuno ormai nelle nostre mani diciamo che giochiamo come il gatto con il topo; se una persona è una gattamorta significa che sembra tranquilla e abulica ma in realtà può essere pericolosissima. E se abbiamo una gatta da pelare significa che abbiamo un bel problema da risolvere. Avere sette vite come i gatti vuol dire avere infinite risorse. Lavarsi come i gatti è invece lavarsi in modo un po' sommario, veloce, senza perdere troppo tempo. Quando gatta ci cova significa che c'è qualcosa di poco chiaro. E la gatta frettolosa fa i gattini ciechi!
4. Individuate il significato delle espressioni seguenti:
1. Essere un elefante. 2. Essere un gorilla. 3. Essere la pantera. 4. Essere un pesce. 5. Essere un orso. 6. Essere una spugna. 7. Essere un coniglio. 8. Essere gonfio come un tacchino. 9. Essere una civetta. 10. Essere un’oca.
5. Scegliete la risposta giusta:
1. - Non ho risposto al telefono perché stavo dormendo come un (a) istrice (b) cane (c) ghiro.
2 - Quando mi ha risposto con quelle parole io ero così sorpreso che non ho saputo reagire: sono rimasto come un (a) bisonte (b) baccalа (c) bue.
3 - Ho provato a parlare con lui di questo problema. Ma non c'è niente da fare: è sfuggente come (a) un'anguilla (b) un canguro (c) una cozza.
4 - È una donna buona e cara, ma quando parla di femminismo si appassiona e diventa una (a) una cicala (b) una giraffa (c) una iena.
5 - Non bisogna certo essere (a) un capriolo (b) un'aquila (c) un dinosauro per capire questa situazione: è assolutamente chiara.
6 - Mamma mia, non immagini quanto andavo male a scuola da bambino! Non studiavo mai ed ero un vero (a) somarello (b) canarino (c) grillo.
7 - Io e mia sorella siamo come (a) lupo e gallina (b) cane e gatto (c) gatto e topo.
8 - Dovresti essere più coraggioso: se ti comporti come (a) un cervo (b) un coniglio (c) una cicogna nessuno ti rispetterà.
9 - Quando ero in difficoltà sentivo (a) gli avvoltoi (b) i fringuelli (c) i gabbiani che volavano sulla mia testa.
10 - Quella donna mi piace: ma quando fa (a) la balena (b) la cornacchia (c) la civetta con tutti mi fa morire di gelosia!
11 - Ho ricevuto una e-mail che mi diceva che per motivi di sicurezza dovevo cambiare la password per entrare nel mio conto corrente bancario: così ho scritto la vecchia password e... lo so, mi sono fatto imbrogliare come un (a) allocco (b) cerbiatto (c) cappone.
12 - È l'unico maschio in un ufficio di sole donne: ma gli piace fare (a) il galletto (b) l'elefante (c) il gufo.
13 - Quel politico adesso sembra una colomba: ma dovevi vedere che (a) falco (b) biscia (c) furetto era da giovane!
14 - Lascialo pure dire quello che vuole! Ormai è un uomo finito: il suo è solo il canto (a) dell'allodola (b) del cigno (c) del gallo.
15 - Ehi, non stare sempre così sulla difensiva quando ti parlo! Sembri (a) un istrice (b) un corvo (c) un babbuino! Io sono tuo amico!
16 - E ora suonerò per voi una canzone di Lucio Battisti. Sì, suonerò "I giardini di marzo": questa canzone è (a) la mia anatra zoppa (b) la mia gattamorta (c) il mio cavallo di battaglia.
17 - Non hai mai guidato la moto e vuoi portarmi con te? Sei matto? Non sono mica (a) una cavia (b) un can per l'aia (c) il brutto anatroccolo!
18 - Non ti preoccupare di quello che dice (a) quel gorilla (b) quella vecchia cornacchia (c) quell'ippopotamo: sono sicuro che andrà tutto bene!
19 - Quell'uomo è furbo come (a) un insetto (b) una faina (c) una gallina.
20 - Per fortuna, quando la situazione è diventata pericolosa, abbiamo visto passare (a) una farfalla (b) una cavalletta (c) una gazzella della polizia.
D
ESERCITAZIONI
PER MEMORIA
Studente A legge la data in ucraino, studente B la traduce in italiano:
02.06.1968 g) 17.08.1958
09.04.1945 h) 12.011.1950
12.07.1863 i) 02.04.1979
05.05.1723 l) 30.08.1328
22.02.1987 m) 03.04.1948
11.12.1989 n) 01.01.2008
2. Studente A legge in italiano tutta la notizia, studente B cerca di comprenderla e ricordarla; studente A legge la stessa notizia con le parole mancate che studente B deve ricostruirle:
1. L'Italia, nell'Unione Europea a 27 paesi, per numero di giovani laureati si colloca alle ultime posizioni. Tra i connazionali di età compresa fra i 25 e i 34 anni, soltanto 19 italiani su 100 risultano in possesso di un diploma di laurea. La media europea si colloca attorno al 30 per cento, con paesi come Francia, Spagna, Danimarca, Svezia e Regno Unito attorno al 40 per cento. Soltanto Repubblica Ceca, Romania e Slovacchia fanno peggio di noi.
1.1. L'Italia, nell'Unione Europea a ______ paesi, per numero di giovani laureati si colloca alle ________. Tra i _______ di età compresa fra i 25 e i 34 anni, soltanto _____ italiani su 100 risultano in possesso di un diploma di laurea. La media europea si colloca attorno al ______ per cento, con paesi come Francia, Spagna, ______, Svezia e _____ attorno al 40 per cento. Soltanto Repubblica Ceca, Romania e _______ fanno peggio di noi.
2. In Italia si contano poco meno di 15 giovani laureati maschi, contro le 23 donne, su 100. A Cipro sono 42 su 100 i giovani uomini laureati. La situazione è bloccata proprio a livello sociale. I laureati fra i 25 e i 34 anni che provengono da famiglie "a basso livello di formazione", in Italia, sono soltanto il 9 per cento: un dato che colloca il nostro paese al livello di Lettonia e Polonia.
2.1. In Italia si contano poco meno di ______ giovani laureati maschi, contro le 23 donne, su ______. A ______ sono 42 su 100 i giovani uomini laureati. La situazione è bloccata proprio a _______. I laureati fra i 25 e i ______ anni che provengono da famiglie "a basso livello di formazione", in Italia, sono soltanto il _____ per cento: un dato che _______ il nostro paese al livello di Lettonia e ________.
3. Studente A legge la quantità di animali in ucraino e studente B la traduce in italiano :
a) 151 голуб і 4 кроликів;
б) 217 равликів і 10 ведмедів;
в) 79 павичів і 242 страусів;
г) 61 ластівка і 19 орлів;
ґ) 21 кит і 63 верблюда;
д) 98 коней і 37 корів;
е) 82 кози і 12 лелек;
є) 13 слонів і 77 сорок;
ж) 66 мідій і 81 бабак;
з) 56 биків і 65 віслюків;
и) 28 пінгвінів і 45 левів;
і) 9 мишей і 17 тигрів.
E
DUBBI LINGUISTICI
Come si pronincia?
Islàm o Ìslam?
Ci sono nomi e parole che, più di altre, non si possono pronunciare in modo sbagliato. Sono le parole che si referiscono alla religione. Una di queste è Islàm, con cui si indica la religione monoteista fondata da Maometto e, collettivamente, il mondo musulmano. Islàm in arabo significa “abbandono”, “consegna”, e la parola va pronunciata con l’accento sulla a.
Persuadère o persuàdere?
La pronuncia corretta è la prima, che riproduce quella del verbo originale latino persuadère. Per la diffusione del tipo persuàdere, con l’accento sulla a, è stato determinante il modo di pronunciare le prime persone del presente indicativo: io persuàdo, tu persuàdi, lui persuàde.
PP / P?
Cap_ello; cap_elli; cap_anna; cap_otto; tap_etto; ap_ello; cop_iare; ap_oggio; ap_iccicoso; svilup_o; cap_ella; cap_uccio; cap_uccino; Ap_ennini; Giap_one; sap_iamo.
F
EQUIVALENZA
NELLA TRADUZIONE
1. Osservate la traduzione del sostantivo “СПРАВА”:
хатні справи; державні справи; у службових справах; стан речей; взятися за справу; особова справа; займатися своїми справами; сувати носа в справи інших; справа (питання) смаку; мати свою справу (свій бізнес); відкрити карну справу; виграти / програти справу у суді; довести на справі; мати багато справ; мати справу з кимось / чимось; не стосуватися справи; усі обставини справи; сповіщати про стан справи; добре знати свою справу; справа вирішена; справи пішли погано; справа в тому, що; у цьому і вся справа!
2. Traducete le frasi in italiano:
1. Вихователь, педагог повинен не тільки добре знати свою справу, а й мати ще чисту душу. 2. Сучасне мистецтво саме справа смаку. 3. Міністерство внутрішніх справ Сербії заявило про відкриття карної справи на політичних лідерів Косово. 4. Особова справа - це сукупність документів, які містять найповніші відомості про працівника і характеризують його біографічні, ділові, особисті якості. 5. Вона подивилась на свої руки без манікюру: який вже манікюр, як не має сил та часу на вечерю та хатні справи! 6. Разом з тим, існуючий стан речей викликає стурбованість через наявність чисельних порушень Конституції та законів України та норм міжнародного права. 7. Директор приймає по службовим справам з трьох годин. 8. У вересні минулого року львівська вчителька виграла справу у Європейському суді з прав людини, куди звернулася із заявою щодо виплати їй заборгованих грошей. 9. Іноді можна програти судову справу, не зважаючи на залізні докази своєї правоти. 10. Неповне з'ясування всіх обставин справи, які мають значення для справи, дає підстави для скасування ухвалених у справі судових рішень.
G
DERIVAZIONE
NELLA TRADUZIONE
1. Ripassate l’uso dei derivati del verbo PORRE:
anteporre; apporre; comporre; comporsi; deporre; disporre; disporsi; esporre esporsi; imporre; imporsi; opporre; opporsi; posporre; proporre; proporsi; riporre.
2. Traducete in ucraino le seguenti frasi:
1. Io già mi disponevo ad accomodarmi sul divano con un bicchiere di Jack Daniel's e, magari a fare finta di giocare una partita a scacchi con mio figlio. 2. Russia e Cina si oppongono all’opzione militare. 3. Ho composto una canzone e vorrei farvela sentire. 4. Picchia la moglie, filippino arrestato, il giudice gli impone di non avvicinarsi a lei. 5. “Mi rendo conto che la società ripone grande fiducia in me, nonostante le cinque sconfitte di fila di cui tre in casa” – ha risposto Daniele Arrigoni, allenatore di calcio. 6. Smettila di agitarti e componiti! 7. Opponeva resistenza ai poliziotti. Ventiquattrenne in manette. 7. Il presidente ha proposto una riduzione alla spesa pubblica pari a 4.000 miliardi da dollari in dodici anni attraverso l'aumento delle tasse. 8. Come si appone la firma digitale a un documento elettronico? 9. A quali rischi ci si espone quando si investe in quella società? 10. Quando gli interessi si antepongono alla politica? Sono quasi vent'anni che fare politica, per alcuni, significa curare i propri interessi. 11. La legge dispone che il trasferimento di quote abbia luogo mediante l'intervento del notaio. 12. Niente di grave, solo pochi secondi, ma questa volta non posponiamo più la decisione di traslocare giù in giardino per cercare di riprendere un sonno turbato però lì almeno non ci può crollare niente in testa. 13. Esortiamo i ribelli a deporre le armi e a tornare al tavolo negoziale. 14. Il Ministro Barca espone il programma delle politiche di coesione territoriale. 15. Di una femminilità estrema, determinata e terribilmente audace, la donna Lady Million s'impone per la sua naturalezza e vivacità. 16. Il tentativo che ci proponiamo di compiere, onorevoli senatori, e che vi chiedo di sostenere è difficilissimo.
3. Traducete in italiano le seguenti frasi:
1. Шалений ритм сучасного способу життя нав'язує свої умови. 2. Обручку Мерилін Монро виставляють на аукціон. 3. Перше враження про кандидата: з чого воно складається? Пунктуальність. 4. - Як правильно заповнити протокол ДАІ? - Якщо у Вашому авто знаходяться пасажири, впишіть їх імена та фамілії, домашню адресу та попросіть поставити підпис. 5. Влада намагалася перешкодити представникам правих політичних партій покласти квіти на могилу Тараса Шевченка. 6. Екс-голова Спілки письменників України Володимир Яворівський каже, що давно збирався поступитися цією посадою. 7. Для дзвінків на міжнародні номери слід набрати префікс 00, код країни, код міста, номер абонента. 8. Він віддав наказ, щоб ніхто його не турбував. 9. Як викладач, він знає, як підкорити собі аудиторію. 10. Ця сторінка має передувати цій. 11. Ми пропонуємо поставити інше питання на голосування.
4. Traducete in ucraino le locuzioni seguenti:
imporsi al pubblico; comporre una bibita; deporre la corona; esporre la propria opinione; comporre una lite; deporre a favore / contro di qd; apporre il sigillo; qui s'impongono rimedi radicali; esporsi al pubblico; opporre un'eccezione; comporre un numero telefonico; deporre fiori / una corona; imporre la propria volontà; esporre la vita; apporre la firma; mi oppongo!; deporre le armi; riporre affetto in qd; deporre l'idea; disporre dei propri beni; riporre le speranze in; esporsi ai rischi; problemi che s'impongono; la legge dispone; imporre obblighi; proporre alla discussione; opporre resistenza; se ha bisogno disponga pure di me; imporsi sul mercato; opporsi ad una sentenza; proporsi un obiettivo; posporre il viaggio; riporre la sua fede / fiducia in qd.
H
ASCOLTO
